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	<title>Il Ponente</title>
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	<description>La voce di Savona e provincia</description>
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		<title>Libè a Savona per sostenere Franco Zino</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 11:56:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni regionali 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Franco Zino]]></category>
		<category><![CDATA[mauro libè]]></category>

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		<description><![CDATA[da UDC Savona &#8211; Arriva da Roma a sostenere la candidatura di Franco Zino per le Regionali l’onorevole Mauro Libè. Il parlamentare dell’UDC, sarà a Savona lunedì mattina, 22 marzo, alle 11 all’Hotel Riviera Suisse dove incontrerrà i simpatizzanti dello scudocrociato. L’onorevole Mauro Libè, assieme a Franco Zino al termine dell’incontro sarà in piazza del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/libè.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-25648" title="libè" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/libè.jpg" alt="libè" width="180" height="240" /></a>da UDC Savona &#8211; Arriva da Roma a sostenere la candidatura di Franco Zino per le Regionali l’onorevole Mauro Libè. Il parlamentare dell’UDC, sarà a Savona lunedì mattina, 22 marzo, alle 11 all’Hotel Riviera Suisse dove incontrerrà i simpatizzanti dello scudocrociato. L’onorevole Mauro Libè, assieme a Franco Zino al termine dell’incontro sarà in piazza del Popolo dove parlerà con gli ambulanti del mercato del lunedì.</p>
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		<title>La libertà&#8230;di spammare alla faccia della privacy e di pagare i manifestanti</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 10:32:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Valeria Rossi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Berlusconi]]></category>
		<category><![CDATA[spamming berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[di VALERIA ROSSI &#8211; &#8220;Noi non scendiamo spesso in piazza&#8221;, ha annunciato berlusconi  (ormai ne scrivo minuscolo anche il cognome, in segno di totale deprezzamento verso la sua figura umana e politica): ettecredo. Normalmente in piazza si scende per protestare contro un governo e le sue scelte, quindi il fatto che sia lo stesso governo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/12/berlusconi_gangster.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22231" title="berlusconi_gangster" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/12/berlusconi_gangster-300x232.jpg" alt="berlusconi_gangster" width="300" height="232" /></a>di VALERIA ROSSI &#8211; &#8220;Noi non scendiamo spesso in piazza&#8221;, ha annunciato berlusconi  (ormai ne scrivo minuscolo anche il cognome, in segno di totale deprezzamento verso la sua figura umana e politica): ettecredo. Normalmente in piazza si scende per protestare contro un governo e le sue scelte, quindi il fatto che sia lo stesso governo a farlo è &#8211; a dir poco &#8211; un atteggiamento schizoide.<br />
Non bastasse questo, però, c&#8217;è il &#8220;modo&#8221; in cui questa vergognosa parte della politica scende in piazza:</p>
<p style="text-align: justify;">a) appestando i cellulari degli italiani di sms che invitano a partecipare, alla faccia di quella privacy che tanto vogliono difendere quando si parla di intercettazioni che potrebbero pescare qualcuno di loro con le mani nella marmellata;</p>
<p>b) appestando le caselle email di &#8220;minicomizi&#8221; del solito berlusconi che sbatte nella posta di chiunque le sue folli (e soprattutto <em>false</em>) motivazioni contro la sinistra i magistrati e insomma, il solito copione che attribuisce a TUTTI la responsabilità della presentazione irregolare della lista PdL nel Lazio, esclusi ovvviamente i veri responsabili, ovvero i dirigenti dello stesso PdL che sono andati a mangiar panini e che hanno agito con una superficialità e una leggerezza inaccettabili;</p>
<p>c) <em>offrendo soldi</em> a giovani precari, disoccupati e mortidifame vari per partecipare alla manifestazione (e poter così dire che erano MILLEMILAMILIONI &#8211; anche secondo la questura, perché la questura deve obbedire al governo).</p>
<p style="text-align: justify;">Questa è la loro libertà. Tenetelo ben presente. La libertà di accedere a servizi privati e tutelati da privacy (che è sacra solo quando è la loro, o quando non solo loro a bypassarla per i loro comodi), la libertà di fare spamming a tappeto (reato), la libertà di comprarsi claque e comparse perché, evidentemente, temono che la loro difesa dell&#8217;indifendibile non raccoglierebbe sufficienti accoliti neppure tra il belante popolo che ancora crede che il  dittatore sia una brava persona.</p>
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		<title>Il  Parco del Finalese e i cacciatori</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:40:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente & Natura]]></category>
		<category><![CDATA[Animali]]></category>
		<category><![CDATA[cacciatori]]></category>
		<category><![CDATA[parco del finalese]]></category>

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		<description><![CDATA[da ENPA Savona &#8211; La caccia non è una iattura solo per gli animali ma anche per il turismo e l’economia locale e la violenta opposizione al parco del Finalese dei cacciatori lo sta dimostrando.
La Protezione Animali savonese ricorda che nei parchi regionali liguri si è raggiunto, tra i politici (quasi tutti amici dei cacciatori) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/11/cacciatore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20413" title="cacciatore" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/11/cacciatore-300x215.jpg" alt="cacciatore" width="300" height="215" /></a>da ENPA Savona &#8211; La caccia non è una iattura solo per gli animali ma anche per il turismo e l’economia locale e la violenta opposizione al parco del Finalese dei cacciatori lo sta dimostrando.<br />
La Protezione Animali savonese ricorda che nei parchi regionali liguri si è raggiunto, tra i politici (quasi tutti amici dei cacciatori) ed i cacciatori, un compromesso che riduce ben poco l’attività venatoria.  Ma l’egoismo e l’incoscienza ambientale dei cacciatori finalesi non hanno limiti e, pur di non rinunciare neppure allo sparo di una sola cartuccia o non perdere una sola preda, si oppongono alla creazione del parco. Le realtà locali saranno così costrette a rinunciare ai notevoli finanziamenti statali, regionali ed europei destinati ai parchi, che potrebbero costituire, come hanno ben capito gli albergatori, un volano potente per il rilancio del turismo e la creazione di posti di lavoro preziosi.<br />
Non occorre andare lontano per verificarlo; il parco delle Cinque Terre, pur nel rispetto dell’ambiente e, purtroppo, delle esigenze dei cacciatori, è noto in tutto il mondo e visitato da migliaia di turisti, che portano valuta pregiata ed alimentano tutta l’economia locale. Nel Finalese si trovano meraviglie non inferiori che, se valorizzate correttamente dal parco, diverrebbero una meta internazionale: le numerose grotte, i diversi siti archeologici (la strada ed  i ponti romani, Campu Riundu, il Ciappo delle Conche, etc.), percorsi pedonali indimenticabili nella macchia mediterranea ed una fauna spesso unica che, se non perseguitata, comincerebbe a lasciarsi osservare.<br />
E invece i cacciatori e qualche miope o strumentalizzato proprietario terriero (quanti ettari possiedono i contestatori?) bloccano tutto da 30 anni, tra l’altro diffondendo false informazioni, che dovrebbero essere perseguite penalmente, come quella secondo cui nei parchi “è vietata la raccolta delle castagne e di ogni altro vegetale”.<br />
Vergogna!</p>
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		<title>Per il &#8220;leghista preoccupato&#8221; che ha inviato una lettera per Bossi al Ponente</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:35:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Il ponente</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lettere]]></category>
		<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[Gentile leghista, pur comprendendo perfettamente le sue motivazioni, l&#8217;etica professionale ci impone di non pubblicare lettere anonime. La invito pertanto, se ci tiene a far sapere al ministro Bossi quelle che lei ritiene essere le &#8220;malefatte della signora Guarnieri che possono nuocere al movimento della Lega Nord&#8220;, a far conoscere la sua identità alla redazione, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/02/lettere.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2045" title="lettere" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/02/lettere.jpg" alt="lettere" width="59" height="105" /></a>Gentile leghista, pur comprendendo perfettamente le sue motivazioni, l&#8217;etica professionale ci impone di non pubblicare lettere anonime. La invito pertanto, se ci tiene a far sapere al ministro Bossi quelle che lei ritiene essere le &#8220;<em>malefatte della signora Guarnieri che possono nuocere al movimento della Lega Nord</em>&#8220;, a far conoscere la sua identità alla redazione, che ovviamente le consentirà di mantenere l&#8217;anonimato, pubblicando la sua lettera come &#8220;lettera firmata&#8221;.<br />
Le rivolgo questo invito dal Ponente perché la sua lettera è arrivata per posta tradizionale e senza mittente, quindi non avrei altro modo per comunicare con  lei.</p>
<p style="text-align: justify;">Valeria Rossi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Referendum per l&#8217;acqua pubblica</title>
		<link>http://www.ilponente.com/2010/03/20/referendum-per-lacqua-pubblica/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[Referendum per l’acqua pubblica &#8211; Tre SI per ribadire: fuori l’acqua dal mercato! Fuori i profitti dall’acqua!
“Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!”
Perché si scrive acqua ma si legge democrazia
A partire dal prossimo mese di aprile partirà la campagna di raccolta firme per la promozione di 3 referendum in difesa dell’acqua, della sua gestione pubblica e per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/03/acqua.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3686" title="acqua" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/03/acqua-300x187.jpg" alt="acqua" width="300" height="187" /></a>Referendum per l’acqua pubblica &#8211; Tre SI per ribadire: fuori l’acqua dal mercato! Fuori i profitti dall’acqua!<br />
“Adesso basta. Sull’acqua decidiamo noi!”<br />
Perché si scrive acqua ma si legge democrazia</strong></p>
<p>A partire dal prossimo mese di aprile partirà la campagna di raccolta firme per la promozione di 3 referendum in difesa dell’acqua, della sua gestione pubblica e per i Beni Comuni.<br />
Con l’intento di costruire anche nella nostra provincia un ampio fronte in grado di opporsi alle politiche privatizzatici e a sostegno della campagna vi chiediamo di partecipare all’incontro che si terrà</p>
<p>MERCOLEDI 31 MARZO<br />
ALLE ORE 21.00<br />
PRESSO LA SEDE DEL CESAVO<br />
VIA NIZZA 10 A<br />
SAVONA</p>
<p>L’incontro ha l’obiettivo di costituire il Comitato Promotore Savonese e di mettere a punto l’organizzazione della campagna referendaria.</p>
<p>Come certo voi saprete, il 19 novembre 2009, alla Camera dei deputati si approvava, con ricorso alla fiducia, il decreto Ronchi, che all’art. 15 avviava un processo di privatizzazione dei servizi pubblici locali, di dismissione della proprietà pubblica e delle relative infrastrutture, ovvero un percorso di smantellamento del ruolo del soggetto pubblico che non sembra avere eguali in Europa. A rendere ancor più grave, nel merito e nel metodo, l’approvazione del decreto Ronchi, vi è il fatto che esso sia stato approvato ignorando il consenso popolare che soltanto due anni fa si era raccolto intorno alla legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica (raccolte oltre 400.000 firme), elaborata e promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua ed oggi in discussione in Parlamento. Nel frattempo cinque regioni hanno impugnato il decreto Ronchi di fronte alla Corte costituzionale, lamentando la violazione di proprie competenze costituzionali esclusive.<br />
Il decreto Ronchi, convertito in l. n. 166 del 2009, colloca tutti i servizi pubblici essenziali locali (non solo l’acqua) sul mercato, sottoponendoli alle regole della concorrenza e del profitto, espropriando il soggetto pubblico e quindi i cittadini dei propri beni faticosamente realizzati negli anni sulla base della fiscalità generale.<br />
Un testo che non sembra considerare come negli ultimi anni la gestione privatistica dell’acqua abbia determinato significativi aumenti delle bollette e una riduzione drastica degli investimenti per la modernizzazione degli acquedotti, della rete fognaria, degli impianti di depurazione. Ciò nonostante, la nuova legislazione, imponendo la svendita forzata del patrimonio pubblico e l’ingresso sostanzialmente obbligatorio dei privati nella gestione dei servizi pubblici, renderà obbligatoria, anche per l’acqua la privatizzazione.<br />
All’acqua verrà attribuito il valore di merce e sarà posta sul mercato come un qualsiasi bene a rilevanza economica.<br />
Certi della vostra sensibilità e della vostra partecipazione all’incontro vi inviamo fraterni saluti.</p>
<p>p. Comitato  Territoriale Savonese per il Contratto Mondiale sull’Acqua<br />
Roberto Melone</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Attenzione alla divulgazione di siti pedofili</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:19:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giovanni Panunzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web , tecnologie, informatica]]></category>
		<category><![CDATA[pedofilia]]></category>
		<category><![CDATA[siti pedofili]]></category>

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		<description><![CDATA[di GIOVANNI PANUNZIO &#8211; Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sulla tv e sui media, ed European Consumers, consorzio di associazioni di consumatori, denunciano che il sito-web segnalato il 18/3/10 dall&#8217;associazione &#8220;Meter&#8221;, contenente un migliaio di foto pedopornografiche, non è stato ancora oscurato dalle autorità preposte, malgrado qualche organo di stampa abbia dato per scontato che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/pedofilia.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25632" title="pedofilia" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/pedofilia-300x208.jpg" alt="pedofilia" width="300" height="208" /></a>di GIOVANNI PANUNZIO &#8211; Osservatorio Antiplagio, comitato di vigilanza sulla tv e sui media, ed European Consumers, consorzio di associazioni di consumatori, denunciano che il sito-web segnalato il 18/3/10 dall&#8217;associazione &#8220;Meter&#8221;, contenente un migliaio di foto pedopornografiche, non è stato ancora oscurato dalle autorità preposte, malgrado qualche organo di stampa abbia dato per scontato che ciò sia avvenuto. La conseguenza è che, inserendo nei motori di ricerca il titolo del dominio divulgato, si può ancora accedere a centinaia di foto di bambini, bambine e adolescenti coinvolti in pratiche sessuali aberranti, che fanno pensare più alla pedoclastia, ovvero alla vita spezzata dei bambini, che alla pedofilia.<br />
Una seconda conseguenza è che la diffusione della notizia, con tanto di nome del portale (che fa riferimento alla libera moralità), ha permesso ai responsabili di cancellarne in fretta e furia alcune parti, senza le quali sarà meno facile rintracciarli. Osservatorio Antiplagio ed European Consumers &#8211; che con il proprio responsabile provinciale Marco Tiberti ha provveduto in data odierna, tramite la Polizia delle Comunicazioni di Rieti, ad integrare la denuncia di don Fortunato Di Noto, presidente dell&#8217;associazione &#8220;Meter&#8221; &#8211; esortano tutti coloro che si preoccupano del fenomeno ad agire con maggior prudenza e cautela, e a non rivelare informazioni preventive che mettano i pedocriminali nelle condizioni di parare i colpi. Tanto più che la diffusione di materiale pedopornografico costituisce comunque reato, e nessuno può sentirsene esentato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ACTS &#8211; Variazioni di servizio</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 09:13:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Trasporti]]></category>

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		<description><![CDATA[ACTS e SAR informano la spettabile clientela che da lunedì’ 22 marzo p.v. la corsa delle ore 7.55 in partenza da Albenga Stazione e diretta a Campochiesa -  Itis, verrà ANTICIPATA alle ore 7.50, con arrivo alle scuole alle ore 8.08.
Per ulteriori informazioni sui sevizi ACTS è possibile contattare il numero 800 012727 (attivo nei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/01/acts_sar1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-22782" title="acts_sar" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/01/acts_sar1-300x213.jpg" alt="acts_sar" width="300" height="213" /></a>ACTS e SAR informano la spettabile clientela che da lunedì’ 22 marzo p.v. la corsa delle ore 7.55 in partenza da Albenga Stazione e diretta a Campochiesa -  Itis, verrà ANTICIPATA alle ore 7.50, con arrivo alle scuole alle ore 8.08.</p>
<p>Per ulteriori informazioni sui sevizi ACTS è possibile contattare il numero 800 012727 (attivo nei giorni feriali dal lunedì al venerdì dalle ore 7.15 alle ore 19.00; il sabato dalle 7.15 alle 13.00) e il sito internet aziendale all’indirizzo www.acts.it. Per SAR contattare il numero 0182 21544.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Incontri elettorali per il candidato Gianetto</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 20:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato stampa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Elezioni regionali 2010]]></category>
		<category><![CDATA[claudio gianetto]]></category>
		<category><![CDATA[federazione della sinistra]]></category>

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		<description><![CDATA[Appuntamento per CLAUDIO GIANETTO, candidato per la FEDERAZIONE DELLA SINISTRA e segretario provinciale del PdCI.sabato 20 marzo dalle 9,00 alle12,00 al mercato di Varazze dove sarà presente ad un volantinaggio del programma della Federazione e sarà a disposizione dei cittadini per spiegare le linee della sua campagna elettorale.
Pomeriggio savonese con un incontro alle 16.00 alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/10/gianetto.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-20020" title="gianetto" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2009/10/gianetto-300x222.jpg" alt="gianetto" width="300" height="222" /></a>Appuntamento per CLAUDIO GIANETTO, candidato per la FEDERAZIONE DELLA SINISTRA e segretario provinciale del PdCI.sabato 20 marzo dalle 9,00 alle12,00 al mercato di Varazze dove sarà presente ad un volantinaggio del programma della Federazione e sarà a disposizione dei cittadini per spiegare le linee della sua campagna elettorale.<br />
Pomeriggio savonese con un incontro alle 16.00 alla Società di Mutuo Soccorso di Lavagnola con i cittadini per parlare delle problematiche del quartiere.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;ultimo Catone</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 14:24:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Selene Coccato</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[matilde asensi]]></category>
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		<description><![CDATA[di SELENE COCCATO &#8211; Suor Ottavia Salina, paleografa e massima autorità dell’Archivio Segreto del Vaticano, viene convocata urgentemente dalle alte gerarchie pontificie per affidarle un compito su cui deve mantenere il più stretto riserbo. Suor Ottavia è l’unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio fatto di sette croci e sette lettere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/ultimo_catone.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25618" title="ultimo_catone" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/ultimo_catone-185x300.jpg" alt="ultimo_catone" width="185" height="300" /></a>di SELENE COCCATO &#8211; Suor Ottavia Salina, paleografa e massima autorità dell’Archivio Segreto del Vaticano, viene convocata urgentemente dalle alte gerarchie pontificie per affidarle un compito su cui deve mantenere il più stretto riserbo. Suor Ottavia è l’unica persona al mondo in grado di decifrare uno strano tatuaggio fatto di sette croci e sette lettere che in greco antico che formano la parola “stauros”, croce, trovato sul cadavere di un etiope rinvenuto in Grecia. Dalla decrifrazione dell&#8217;enigma dipende la sorte di ogni Chiesa cristiana; inoltre accanto al corpo sono stati rinvenuti tre schegge di legno probabilmente appartenenti alla croce di Cristo.<br />
Ad affiancare Suor Ottavia nella sua impresa, l&#8217;irreprensibile Guardia Svizzera Kaspar Glauser-Röist e l&#8217;archeologo Farag Boswell. Il gruppo si ritroverà coivolto nell&#8217;indagine su una setta antica e misteriosa: gli Staurophiyakes, ovvero i Guardiani della Vera Croce, incaricati nel IV secolo di vegliare sul Sacro Legno e perciò, ora, intenzionati a trafugarne i frammenti dalle principali chiese del mondo. Ma come trovare i misteriosi adepti- ladri?<br />
La risposta è nascosta da un complesso codice, all&#8217;interno dello scfritto di uno dei membri più illustri della Confraterenita, ovvero Dante Alighieri. Tra gli indizi una terzina del Purgatorio. Il gruppo analizza e va alla ricerca di altri indizi all&#8217;interno di ogni singolo verso del Purgatorio, sottoponendosi a particolari, e spesso pericolose, prove di iniziazione e passando per le sette città simbolo dei peccati capitali: Roma, Ravenna, Gerusalemme, Atene, Costantinopoli, Alessandria e Antiochia.  Suor Ottavia e i suoi due compagni rischieranno la propria vita e soprattutto se stessi per trovare la risposta al mistero: chi è l’ultimo Catone?</p>
<p style="text-align: justify;">Matilde Asensi è indubbiamente una fonte inesauribile di conoscenza e di nozioni storiche e in questo testo più che mai.<br />
Ne “L&#8217;ultimo Catone”  la nota e pluripremiata autrice spagnola è riuscita a coniugare e ad equilibrare al meglio il thriller, gli aspetti storici, il misticismo, il romanzesco e l&#8217;amore. Da questo mix è nato un libro davvero straordinario per scrittura, lucidità di analisi, azione e per il coinvolgimento emotivo in una vicenda vissuta attraverso gli occhi di un personaggio davvero particolare, quale è suor Ottavia. Per quanto le prove da superare e i metodi che I nostri eroi applicano per uscire vivi dalle situazioni più rocambolesche e complicate, possano essere oggetto di critica perchè talvolta inverosimili, il romanzo avvince e tiene il lettore con il fiato sopeso. “L&#8217;ultimo Catone”, così come “Il Codice Da Vinci” in precedenza, non ha la pretesa né l&#8217;arroganza di voler essere un testo mistico, nè un annunciatore di nuove teorie religiose;  è semplicemente un testo di puro intrattenimento e il suo scopo è quello di raccontare una storia particolare che si fonda su storie e credenze antiche e per questo ha dalla sua parte la grande cultura che la Asensi mostra di possedere e di saper gestire al meglio.<br />
Peccato per gli ultimi capitoli che, rispetto al resto del testo, si spingono un po&#8217; troppo oltre rispetto allo pseudo realismo che, nel resto del romanzo, l&#8217;autrice vuole far trasparire, per poi concludere le vincende affidandosi ad una sorta di fantastico che in parte fa a pugni con il tono assunto nel resto del romanzo.</p>
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		<title>La Provincia sul depuratore ingauno</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 14:20:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Comunicato stampa</dc:creator>
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		<category><![CDATA[depuratore ingauno]]></category>

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		<description><![CDATA[In relazione alle recenti notizie apparse sul prosieguo della procedura per la selezione del socio privato della Società Depuratore Ingauno S.c.a.r.l. finalizzata alla realizzazione di un impianto a servizio dei comuni di Albenga, Andora, Cisano sul Neva, Garlenda, Laigueglia, Ortovero, Stellanello, Testico e Villanova d’Albenga si ritiene opportuno precisare quanto segue.
A partire dal mese di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/depuratore.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-25615" title="depuratore" src="http://www.ilponente.com/wp-content/uploads/2010/03/depuratore-300x225.jpg" alt="depuratore" width="300" height="225" /></a>In relazione alle recenti notizie apparse sul prosieguo della procedura per la selezione del socio privato della Società Depuratore Ingauno S.c.a.r.l. finalizzata alla realizzazione di un impianto a servizio dei comuni di Albenga, Andora, Cisano sul Neva, Garlenda, Laigueglia, Ortovero, Stellanello, Testico e Villanova d’Albenga si ritiene opportuno precisare quanto segue.<br />
A partire dal mese di novembre 2009, con più atti formali rimasti – ad oggi &#8211; senza soddisfacente riscontro, l’Amministrazione Provinciale – che ha visto l’incedere di tale procedimento con grande preoccupazione sia per gli effetti in termini di spesa, che per le previsioni di carico tariffario sull’utenza &#8211; ha provveduto a richiedere alla Società Depuratore Ingauno S.c.a.r.l. chiarimenti ed approfondimenti relativi allo stato di attuazione della procedura di gara, ai meccanismi di finanziamento, ai costi dell’opera e agli strumenti di remunerazione<br />
del socio privato operativo.<br />
Questa richiesta trovava la sua giustificazione nelle perplessità suscitate dalla decisione della Società Depuratore Ingauno S.c.a.r.l. di aprire un procedimento per l’individuazione dell’attuatore di tale progetto che prevedeva:<br />
a) l’affidamento della gestione dell’impianto ad un soggetto privato per un lunghissimo periodo di tempo (trent’anni) in totale dissonanza dal modello a gestione pubblica presente in tutto il territorio provinciale;<br />
b) il sostegno finanziario di una parte minoritaria dei costi di costruzione dell’opera con fondi pubblici di ingente importo (circa € 12.000.000) di cui non era stata ancora acquisita la certa disponibilità;<br />
c) la remunerazione della residua spesa di costruzione e gestione dell’opera (circa € 57.286.000 + 17.500.000 + 67.635.000 = 142.421.000) mediante pesanti aggravi tariffari destinati a colpire l’intera collettività provinciale e, quindi, anche comunità che avevano già sostenuto o stavano sostenendo l’onere di costruzione di propri impianti (e, quindi, oggi autonomi nella depurazione delle acque);<br />
d) l’assenza di atti formali di approvazione delle previsioni tariffarie di cui al punto c), costituite da ipotesi di tariffa determinate solo dalla segreteria dell’ATO, ma mai approvata dall’Assemblea dei comuni, come invece inderogabilmente previsto.<br />
e) Il conseguente rischio che, pertanto, i costi dell’impianto vadano a gravare i soli comuni dell’area di servizio della Depuratore Ingauno S.c.a.r.l., con aumenti tariffari stimabili in incrementi non inferiori al 100% dell’attuale costo tariffario complessivo;<br />
f) l’apparente sovradimensionamento dell’impianto in termini sia di capacità di funzionamento, sia di caratteristiche tecniche, sia, infine, di dotazioni a beneficio esclusivo di talune amministrazioni non correlate alle effettive esigenze di normale funzionamento.</p>
<p>In assenza di adeguati e soddisfacenti riscontri, la Provincia di Savona, in qualità di socio di minoranza del Depuratore e di ente di riferimento delle attività di settore, ha dato corso – nel dicembre 2009 &#8211; ad un’autonoma verifica dei presupposti tecnici, economici e finanziari previsti per la realizzazione dell’opera, dei criteri di determinazione della quota di tariffa che si andrebbe ad applicare ai consumi del Comparto di Ponente e della quota del contributo di allaccio per le seconde case e dell’effettiva congruità dei costi e della sostenibilità finanziaria dell’intera opera.<br />
La conclusione di tale verifica – intervenuta alla fine di gennaio 2010 ed opportunamente trasmessa alla Depuratore Ingauno S.c.a.r.l. &#8211; ha evidenziato come siano presenti almeno due alternative praticabili e, tutte, con risparmio di non meno di € 12.000.000-15.000.000 sul costo di costruzione e altri € 500.000/anno sul costo d’esercizio (corrispondenti a non meno di 15.000.000 &#8211; 20.000.000 su base periodo), rispetto alla soluzione ideata dalla società del Depuratore Ingauno, ossia:</p>
<p>a) la realizzazione del medesimo impianto, in versione maggiormente adeguata alle reali esigenze del territorio con costi decisamente più contenuti;<br />
b) la possibilità di “collegare” l’intera area interessata al già esistente depuratore di Borghetto, Santo Spirito adeguatamente potenziato;<br />
c) la possibilità di risolvere, contestualmente e a costi accettabili, anche la questione della depurazione del comune di Alassio.</p>
<p>In ragione di quanto sopra, la Provincia di Savona ha inteso suggerire alla società Depuratore Ingauno di voler riconsiderare i termini dell’operazione e di soprassedere dal proseguire la procedura di gara.<br />
Allo stato attuale delle cose, e preso atto che la Depuratore Ingauno ha volontariamente e deliberatamente ignorato quanto prescritto dall’Ente, la Provincia di Savona non può che limitarsi a ribadire fermamente l’indisponibilità a ripianare l’eventuale insostenibilità finanziaria dell’operazione e a porre in essere qualsiasi atto che possa porre a carico della collettività e degli utenti questi maggiori costi ed oneri.<br />
“La vicenda del Depuratore Ingauno – ha detto l’assessore all’ambiente della Provincia di Savona, Paolo Marson – costituisce l’ennesimo esempio di come le amministrazioni di centro-sinistra interpretino il loro rapporto con l’utenza, i cittadini e la spesa pubblica.<br />
Da un lato, si sostiene a parole e nelle dichiarazioni propagandistiche un modello di gestione pubblica dei servizi, ma in concreto non si è capaci di gestire ed amministrare questi modelli e, quindi, si preferisce sempre a delegarne la conduzione ad operatori privati con tutti i maggiori oneri (depurazione delle acque ai privati ad Albenga e Andora; acquedotti ad imprese private a Savona, Pietra Ligure, Albenga, ecc., aziende di trasporto ai privati a Genova).<br />
Da altro lato, non si assumono le scelte improntandole all’esigenza di contenere i costi e di rispettare le esigenze dell’utenza, ma si risponde sempre solo a logiche di potere o di interesse o, peggio di propaganda, elaborando o realizzando progetti e opere a prescindere dalla loro oggettiva utilità e convenienza, scaricandone l’onere collettività: costi quello che costi.<br />
L’operazione della Depuratore Ingauno – ideata e voluta dalle Amministrazioni di sinistra della precedente Provincia e dei comuni di Albenga ed Andora &#8211; si risolverà o nell’aggravamento del costo dell’acqua di tutte le famiglie della nostra provincia per non meno di € 0,50/mc. o nell’incremento dello stesso costo per i cittadini di Albenga, Andora, Villanova, ecc. per non meno del doppio<br />
dell’attuale tariffa (circa 2,50 €/mc).<br />
Con chiarezza se ciascuna amministrazione desidera costruirsi il proprio impianto di depurazione è – compatibilmente con l’esigenza di una gestione coordinata ed unitaria &#8211; libera di farlo, ma certo non può pretendere che a pagarselo siano i cittadini delle altre comunità.”<br />
“Chiedevamo soltanto un ragionevolissimo approfondimento – ha detto il Presidente della Provincia, Angelo Vaccarezza – , senza alcun pregiudizio, ma ci è stata negata la possibilità di sapere di più.<br />
Abbiamo chiesto di rallentare il processo di affidamento al fine di poter effettuare una perizia tecnica di analisi relativa ad una più completa valutazione degli aspetti economici, territoriali e di sistema, ma la risposta a questa legittima richiesta è stata un’improvvisa accelerata delle fasi di gara.<br />
Richieste non solo ragionevoli e legittime, visto che la Provincia di Savona è un azionista di riferimento della società Depuratore Ingauno, ma anche essenziali per riscontrare le effettive occorrenze del territorio ed appurare la reale entità dell’investimento necessario.<br />
E’ una follia, infatti, pensare di costruire nell’area di Ponente addirittura due nuovi impianti di depurazione quando ne basterebbe, evidentemente, uno solo se non addirittura nessuno qualora il già esistente depuratore di Borghetto venisse adeguatamente potenziato.<br />
A questo punto invito tutti i cittadini della provincia, ed in particolar modo quelli di Albenga, a conservare questa pagina di giornale in modo che, qualora le cose dovessero andare come da noi previsto, possano avere immediatamente sottomano un puntuale riscontro delle indicazioni e delle prescrizioni date dalla Provincia e puntualmente disattese”.</p>
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