Come ti strumentalizzo il Cristo
Approfondimenti: il crocefisso a scuola | Valeria Rossi | novembre 21, 2009 alle 12:24 -
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di VALERIA ROSSI - Personalmente continuo a ritenere che quello del crocefisso nelle scuole non sia un vero problema, nel senso che la stragrande maggioranza degli alunni non ha il minimo interesse per ciò che sta appeso al muro (potrebbe essere diventare un problema se l’insegnante di turno obbligasse i bambini a pregare davanti al crocifisso: ma in questo caso il problema sarebbe l’insegnante, non certo il simbolo).
Mi accorgo, però, che come al solito, quando ci sarebbero cose ben più gravi a cui pensare, l’opinione pubblica e politica si butta “anema e core” sulle sciocchezze, trasformandole in “casi” di rilevanza universale.
E allora stiamo al gioco, fingendo per un attimo di dimenticare che il verdetto della Corte Europea non ha messo in atto alcuna “persecuzione del crocefisso” , ma semplicemente ribadito la sacrosanta distinzione tra religioso e laico e ribadito la laicità della scuola pubblica.
Fingiamo che la Corte europea e chi ne approva l’operato siano davvero “contrari al crocifisso”.
Io ho l’impressione che potrebbero avere validi motivi anche in questo caso!
Si continua a dire che il Cristo è simbolo di pace e di amore universale, e che la sua presenza a scuola serve a trasmettere questo e non altri messaggi.
Oh, perfetto. Allora appendiamo una foto di Ghandi: è la stessa cosa, no? Il messaggio è identico.
Anzi, meglio… perché non mi risulta che in nome di Ghandi si sia mai ammazzato nessuno, mentre nel nome di Cristo sono state compiute le peggiori efferatezze (un crocifisso stava appeso al muro del tribunale della Santa Inquisizione e la croce ne era il simbolo ufficiale: vediamo di non dimenticarcene).
Certo, non è colpa di Gesù. Ma se è per questo, non è neanche colpa di Marx se qualche idiota ha visto bene di far diventare il comunismo una dittatura: solo che in questo caso si criminalizza “tutto” il comunismo, mentre nel caso di crociate, inquisizione e guerre “sante” di vario genere (anche se “guerra” e “santa” non dovrebbero poter stare nella stessa frase) è sempre e solo colpa di qualche singolo individuo. L’ideologia non si tocca! Anzi, se la tocchi sei un blasfemo, una specie di criminale.
Comunque, la mia domanda è questa: se il messaggio è “pace, amore universale, fratellanza”… perché non appendiamo ai muri (e non solo a quelli delle scuole, ma anche a quelli dei luoghi di culto) una bella immagine di Cristo che risorge?
Il vero messaggio del cristianesimo, in fondo, non è proprio questo?
La resurrezione, la vita eterna: una vita la cui qualità dipenderà da come ti sei comportato in questa specie di banco di prova che è la vita terrena. Assurgerai alla destra del Padre se sarai stato un giusto, ovvero se avrai seguito gli insegnamenti di Cristo, ovvero se avrai praticato amore e fratellanza.
E’ questo, sì o no?
E se è questo, mi spiegate perché dobbiamo far venire gli incubi ai bambini, appendendo al muro un povero corpo straziato, inchiodato al legno, sanguinante per la ferita al costato? E neanche morto, eh: in piena sofferenza, con il viso stravolto dal dolore (vedi foto).
SE i bambini lo guardassero davvero (cosa che personalmente non mi risulta), ne sarebbero choccati: senza contare che i bambini hanno una mente molto semplice, beati loro. Quindi potrebbero anche pensare: “Opperò. Se tu per tutta la vita predichi amore e fratellanza, guarda un po’ che fine fai. Forse è meglio comportarsi da stronzi”.
Non sto scherzando, purtroppo: l’immagine del Cristo che “si sacrifica per noi” potrebbe suscitare ammirazione e spirito di emulazione sono in qualcuno altrettanto Santo. Ma non mi risulta neppure che i santi, tra i banchi delle elementari, si sprechino: e meno male, perché se così fosse i bambini non sarebbero bambini normali.
L’immagine del crocifisso è un’immagine violenta, brutale: io vorrei capire perché non insorge il Moige, che si preoccupa perfino se i bambini vedono un lupo un po’ troppo zannuto che si mangia una nonna in modo particolarmente cruento. Cappuccetto Rosso è inquietante, e un uomo appeso a una croce con i chiodi no?
Eh, ma quello era il figlio di Dio!
Peggio ancora.
La solita mente semplice del solito bambino normale farà anche quest associazione di idee: “Se Dio, che volendo salvare l’umanità poteva semplicemente schioccare le dita, visto che tutto può e tutto sa e del mondo ne fa quello che gli pare, ha mandato suo FIGLIO a morire in quel modo… figurati cosa farà a quelli che non sono manco suoi parenti!”
E guardate che non sto sparando sciocchezze a caso: queste cose le ho pensate io stessa, da bambina.
E le ha pensate mio figlio, a sei o sette anni: lo so perché è venuto proprio a dirmelo.
Scegliere un uomo crocefisso per lanciare un messaggio di pace e amore è come usare una top model nuda come testimonial di uno spot a favore della castità.
Perché, dunque, scegliere il crocifisso? Perché appenderlo sulla testa di bambini incapaci di comprenderne tutte le implicazioni politico-religiose, ma sicuramente in grado di capire l’orrore di quella tortura?
Già la scelta di questo simbolo è indice che la Chiesa cattolica ha sempre voluto far paura.
Il concetto è “spieghiamogli che devono subire, soffrire in silenzio, lasciarsi fare di tutto senza mai ribellarsi, perché solo così li aspetterà una vita eterna di serie A”: che è poi la stessa identica favola che raccontano ad altri bambini , se vogliono che grandi scelgano di fare i kamikaze.
Decidiamoci, però: perché se è questo il messaggio, allora il crocifisso è perfetto… però non è mica bello inculcare nei bambini l’idea che devono soffrire e tacere.
Se invece il messaggio è di pace e di amore, allora togliamo da qualsiasi luogo, laico o religioso che sia, un’immagine di dolore e di morte, e sostituiamola con un bel Cristo che predica, che ascende al cielo o che accarezza una pecorella.
Ma soprattutto, dalle scuole – e dalla testa degli italiani, europei e cittadini di mondo – togliamo un po’ il fanatismo religioso. Riportiamo la fede e la religione al suo ruolo intimo, spirituale, personale.
Non imponiamola, ma lasciamo scegliere tra sì e no. E, in caso di “sì”, lasciamo scegliere “quale” religione seguire a persone adulte e consapevoli, anziché lavare cervelli di bambini indifesi.
E non solo quelli dei bambini… perché mio figlio, al liceo, in una verifica di religione sul tema “Chi è stato Gesù Cristo?” rispose che era un uomo che predicava la pace e la fratellanza, idee contrarie alla politica dell’epoca che quindi lo portarono a morire inchiodato su una croce.
Voto: 4
Motivazione? Non aveva scritto che era il figlio di Dio.
Alla faccia della fratellanza e dell’amore: amiamo solo quelli che la pensano come noi, gli altri li crocifiggeremmo tutti volentieri. Poiché non è più permesso dalla legge (e scommetto che mentalmente ci aggiungono un “purtroppo”), rifiliamogli un 4 in religione.
Ecco, questo è il vero problema della religione a scuola, secondo me. Non la presenza di un crocifisso sul muro, ma le molte mini-crocifissioni quotidiane che i cattolici, in un modo o nell’altro, rifilano a quelli che osano non pensarla come loro. Un po’ come i dittatori, insomma.
Tags: crocefisso a scuola
























Mhhhh, però… Riflessioni molto interessanti.
Ma sei proprio sicuro di sentirti bene…la giornalista Valeria Rossi, è una sua precisa tattica, non prende mai un argomento di petto ma sempre molto ma molto alla larga, quasi si trovasse lì per sbaglio; poi tenendo per mano il lettore lo conduce al concetto perchè no all’obbiettivo che si è molto consapevolmente prefissa…
Leggiti magari questo editoriale di tutt’altro spessore e vedrai che ti si apriranno Nuovi Orizzonti:
http://www.sanpaolo.org/fc/0946fc/0946fc03.htm
@Donantonio/Gino: sì, orizzonti spudoratamente di parte, esattamente come i miei. Indubbiamente Famiglia Cristiana non la prende alla larga: va dritta al concetto di “crocifisso=identità storica/culturale italiana” (peccato che sia un concetto assolutamente falso, ma pazienza), perché evidentemente, per chi scrive, la sentenza della Corte Europea è cosa per cui strapparsi i capelli. Per me invece trattasi – e lo ribadisco per l’ennesima volta – di una sciocchezzuola di nessun significato religioso (il crocifisso, le madonne e i santi non li tocca nessuno: si chiede di togliere un simbolo religioso da un luogo laico, punto), ma – come dimostrano i fatti – di GRANDISSIMA strumentalizzazione politica.
Valeria Rossi
Signora Valentina, tanta foga andrebbe “incanalata” per perseguire cause ben più nobili che la rottamazione, perchè di questo si tratterebbe, dei poveri Crocefissi appesi alle pareti delle nostre aule da quasi 100 anni che, di tutto potranno essere accusati, salvo aver procurato incubi agli alunni/bambini; i Crocefissi di cui sopra nulla hanno da spartire con l’immagine “drammatica” che lei “ad arte” come è adusa fare ha utilizzato nel suo articolo. Peraltro proprio lei che si professa a gran voce Atea è l’esempio lampante della libertà di scelta senza condizionamenti legati al Crocefisso. Se una legge ancorchè “fascista” ha imposto il crocefisso nelle scuole (nè esistono tutt’oggi a bizzeffe di leggi “fasciste” nel nostro ordinamento giuridico) perchè non votare democraticamente una nuova legge in parlamento atta ad eliminarli? Oppure un referundum nazionale? Che “diavolo” c’azzeccano (direbbe un vostro amico, vostro e di Beppe Grillo) nell’anno di Cristo 2009 i Diritti Umani e le Corti di Strasburgo: come diceva Gesù, Grandissimo e Insuperabile simbolo sì religioso ma soprattutto Laico e Morale, per i Credenti soprattutto per gli Atei, date a Cesare quello che è di Cesare……
il piccolo Crocefisso, praticamente invisibile agli alunni (altro che sofferente e grondante di sangue…ma che scuole ha frequentato lei) dicevo…il Crocefisso è una cosa, i diritti umani un’altra: cerchiamo almeno di esseri seri…siamo nel terzo millenio!
PER DONANTONIO.
E’ lui stesso che, parlando a boccapiena, usa frasi fatte, come: date a Cesare ecc.
Ma quella frase -detta da loro non da altri!- non aggiunge né precisa chi sarebbero i cassieri. Poi, come d’uso, ovunque ci sono soldi, arriva la “mano santa” della chiesa. Ingordi, mai sazi.
Anche la donazione di Costantino -falsa! e storicamente comprovato- per secoli l’hanno spacciata per veritiera.
Ma veniamo ai giorni nostri e ai crocifissi.
Intanto c’è da chiedersi come mai da oltre 2000 anni dalla crocifissione, soltanto meno di un secolo fa, è stato esposto nelle aule scolastiche? E non solo.
Eppure nei secoli passati, nel Medio Evo, la “santa chiesa” dominava, aveva l’egemonia sulla scuola e cultura -badando bene a che le masse vivessero nella più nera ignoranza- per far credere tutto quanto faceva comodo loro; terrorizzandoli col peccato, l’inferno e, se non bastava, il rogo e la confisca dei bani -mentre loro vendevano indulgenze- ma, come dicevo, non c’erano crocifissi in giro, come adesso, fino all’inflazione.
Donantonio fa riferimento ad una legge -ancorché “fascista” (!)- ecc.
Se c’è una cosa da ammirare e invidiare, è l’uso del cranio, la ricerca di belle parole che nascondono il fine.
Mussolini aveva ben capito che, con la “Questione Romana” in sospeso, non sarebbe andato lontano. Quindi nel 1924 vennero fuori i crocifissi e, non bastando, nel 1929 arrivò ai Patti Lateranensi (Patti unidirezionali a favore dello Stato Città del Vaticano, che costarono carissimo e ancora paghiamo.) poi, con la chiesa schierata col dittatore, Mussolini prese il… volo. Con l’esito che ben conosciamo.
Ma al tempo stesso, con l’ingresso del crocifisso nelle aule, la data da scrivere sulla pagina, era seguita da una: E.F., che stava per “Era Facista”.
L’esposizione del crocifisso, come l’uso delle campane e l’imposizione del battesimo, rappresentano l’arroganza clericale.
“LA PEGGIORE PIAGA SOCIALE MONDIALE, E’ STATA, E’, E SARA’ SEMPRE, L’IGNORANZA. E CHI NE E’ -COMUNQUE!- CAUSA, MERITA IL DISPREZZO DI TUTTA L’UMANITA’. Mario Esposito”
Nun te preoccupà, Donantonio, che i miei orizzonti sono mooooolto più aperti di quel che puoi immaginare
Per meglio precisare, ho trovato molto sensate riflessioni tipo questa: “La solita mente semplice del solito bambino normale farà anche quest associazione di idee: “Se Dio, che volendo salvare l’umanità poteva semplicemente schioccare le dita, visto che tutto può e tutto sa e del mondo ne fa quello che gli pare, ha mandato suo FIGLIO a morire in quel modo… figurati cosa farà a quelli che non sono manco suoi parenti!”
e questa:
“Ecco, questo è il vero problema della religione a scuola, secondo me. Non la presenza di un crocifisso sul muro, ma le molte mini-crocifissioni quotidiane che i cattolici, in un modo o nell’altro, rifilano a quelli che osano non pensarla come loro. Un po’ come i dittatori, insomma.”
Comunque tutto mi pare tranne che abbia preso l’argomento alla larga. Anzi, ci si è proprio infilata dentro, secondo me. E il lettore, nonostante quel che tu pensi, mica è così idiota da farsi infinocchiare da quattro parole, se la sua mente non le ritiene sensate… Bye.
Signora Valeria, condivido tutto quanto scritto, tranne una considerazione non da poco: Lei, in fondo, riconosce tutte verità, le cose dette e scritte dai personaggi che hanno guidato politicamente, la chiesa. (Regina della politica.)
Mi limiterei a suggerirLe di leggere “TRIBUNALI DELLA COSCIENZA”; di Prospero…Mi sfugge il cognome, voglia scusarmi.
“VIA COL VENTO IN VATICANO”, scritto da prelati e vietato dal vaticano; uno degli ultimi, “VATICANO S.p.A.”, tratto dall’archivio segreto di monsignor DARDOZZI, morto nel 2003, dopo una vita vissuta in vaticano tra papi, segretari di Stato e I.O.R. (Istituto Opere Religiose) un autentico paradiso fiscale, in casa nostra. Definibile mercato nero. Ma aggiungo, per approfondire, oltre al crocifisso, le campane, arrogantemente usate per autocelebrarsi, noncuranti di chi riposa, studia o in altro impegnato e, non ultimo il battesimo; sacramento importantissimo -a loro dire- che impongono ad un esserino che neanche li vede.
Però serve a legarlo al carro del vaticano.
Aggiungo: “Che si fa un capo banda della Magliana, detto Renatino, legato alla scomparsa di Manuela Orlando, sepolto in una chiesa di Roma, tra vescovi e cardinali?”
Mi limito, per carenza di spazio, a sottolineare che per farne parte necessita studiare lunghi anni all’interno del sistema, e alla fine chi è nato “buono” va a fare il prete di campagna; importantissimo! perché è quello che forma e cura il gregge; gli altri fanno gli amministratori (e tanti soldi!) dei beni della chiesa; provenienti da dove?
Forse non sa che la chiesa costa, all’Italia, sotto varie voci, non meno di nove miliardi di Euro l’anno, più quanto riescono a scroccare alle Regioni, Province e Comuni. Infine le offerte dei fedeli. A tal proposito in una lettera della CEI ai parroci, inizio anno, in un passo si legge: “Non abbiate pudore a chiedere soldi ai fedeli.”
Concludo dicendo che difendono la greppia, tenuta sempre ben colpa -a nostre spese- da polici signorsì, per non perdere la poltrona comunque conquistata.
Il loro unico, vero dio, è l’ORO = RICCHEZZA = POTERE.
Grazie per avermi letto. Mario Esposito
@Mario Antonio Esposito: non è proprio così. Io non riconosco assolutamente nulla di ciò che dice la chiesa, ma riconosco a chi vuole credere il diritto di farlo. Per me la chiesa cattolica è esattamente quella da lei descritta; e so anche quanto costa all’Italia e agli italiani (compresi i non credenti e compreso l’8 per mille non altrimenti destinato, per chi non ne fosse al corrente). Però, se qualcuno vuole ancora ritenere credibili e affidabili persone di tal fatta, si accomodi. Basta che non impongano anche a me la loro fede, così come io non impongo ad altri né il mio ateismo, né il mio profondo disgusto per il modo in cui la religione, che dovrebbe essere cosa dello spirito, viene gestita da persone che più materialiste non potrebbero essere, neanche impegnandosi proprio a fondo.
Valeria Rossi
Correttissimo e democratico il Suo pensiero, signora Valeria, nel riconoscere il diritto di credere alle fandonie di questi individui in gonnella, a chi crede; ma non mi sta bene il Suo:”Basta che non impongano a me, ecc.”
Quì casca l’asino, signora, perché i signori del vaticano non sono altrettanto democratici e corretti nei confronti di chi -come noi- li vede per quello che realmente sono. La loro arroganza, come la loro ipocrisia, non ha limiti; per cui -quando possibile- bisogna cercare di far comprendere, a chi non sa, chi realmente sono.
Spudoratamente si arrogano diritti che non hanno, come per il fine vita di noi cittadini italiani, ma quando il papa polacco rifiutò le cure per “raggiungere la casa del padre”, nessuno di loro s’impose. Ipocriti.
Un po’ come quando condannavano al rogo, mentre vendevano indulgenze.
Castità, umiltà e povertà, per i fessi, mentre loro, boriosi e inavvicinabili, vivono nel lusso e nell’agiatezza.
Vuoi vedere un vescovo? Solo nelle feste comandate -da loro per autocelebrarsi- o nelle disgrazie, con morti. Allora sì, c’è folla, odiens. Quindi paludati a festa -da voltastomaco!- effettuano il defilé e si concedono pure a dire frasi fatte, vuote.
Un’idea della loro boria.
Cambia il Prefetto o il Questore, si e no un trafiletto sul giornale locale.
Cambia il vescovo (è capitato a Livorno, dove vivo, pochi mesi orsono) stava gia in città da qualche giorno, ma per ufficializzare “l’avvenimento”, è stato necessario organizzare un corteo serale, processione in centro con blocco della circolazione, canti liturgici, ceri accesi e scampanìo a non finire, per portare in pompa magna un individuo appartenente allo Stato Città del Vaticano.
Abrogare i Patti Lateranensi -un capestro per l’Italia- voluto da Mussolini per avere la chiesa schierata al suo fianco. L’ebbe pagando -E NOI ANCORA PAGHIAMO- e sappiamo con quale esito.
Mussolini fu ucciso, il fascismo dichiarato fuorilegge, e questi ipocriti -grazie alla non conoscenza di gran parte degli italiani, ma soprattutto ai nostri “carissimi quanto inutili politici”- tengono ben stretti e fanno valere, i “Patti”.
Suonando il clacson, in città, si è passibile di multa; ma le campane di ogni chiesa, leggi: “ESATTORIA APPARTENENTE ALLO STATO CITTA’ DEL VATICANO”, nel proprio orticello e ognuna con fuso orario proprio, rompe i tampani e non solo, quando e quanto vuole.
Rabbrividisco al pensiero che ogni setta e/o religione, suonasse campane proprie.
Grazie per l’ospitalità. Mario Esposito
Pur ritenendomi un cattolico, seppur non praticante, ma credente negli alti valori della Cristianità, non riesco a condividere questa sorta di ribellione per me del tutto strumentale alla Sentenza della Corte Europea e riguardante la presenza dei crocifissi nelle scuole; certo non si possono rinnegare le tradizioni e la cultura di un Paese, ma è altresì vero che non si può dar vita a Crociate che portino il Crocefisso là dove non c’era. Se è giusto lasciare il Crocefisso nei locali dove è ed è stato esposto nel corso degli anni, è del tutto strumentale andarlo a porre ove non c’era
Allora sì che violerebbe ed offenderebbe chi la pensa diversamente.
Il Crocefisso fa parte delle nostre tradizioni e della nostra storia tanto quanto la venerazione Mariana, ma non per questo troviamo in giro persone che portano statue di Maria in qualsiasi luogo.
Il Governo si deve opporre alla Sentenza della Corte Europea non tanto rinnegando la sua laicità ma perchè la sentenza è un’aperta violazione ai principi d’indipendenza dello Stato Italiano,che ha storia e cultura diversa da altri Paese dell’Europa. Dalla Chiesa Cristiana mi sarei anche aspettato una reazione così importante, ma non da alcuni partiti politici,di maggioranza, che per l’ennesima volta dimostrano di voler strumentalizzare un evento non ponendosi al di sopra delle parti.
Il Popolo Italiano è diviso tra chi crede e tra chi crede forse un po’ meno o per niente; il ruolo della Chiesa è,o meglio,dovrebbe essere(ci arriverò tra poco a questo) quello di portare il messaggio di Pace, Uguaglianza, Amore e Solidarietà fra i cittadini usando tutti gli strumenti a propria disposizione, ma non è certo il ruolo dei partiti quello di sfruttare situazioni per ottenere consensi elettorali. Voglio inoltre aggiungere che la nostra cultura non ha solo origini religiose ma deriva da grandi uomini del passato quali Dante Alighieri, dai tanti scrittori e scienziati come Leonardo da Vinci, Galileo Galilei, dalle moltissime persone sfuggite ai Tribunali della Santa Inquisizione, dai loro libri e dalle loro ricerche che ci hanno dato un’identità riconosciuta in tutto il mondo e da grandi personaggi della storia Italiana quali Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi ed altri che non si fecero scrupoli nelle loro grandi battaglie per arrivare all’agognata unità d’Italia.
Il mio augurio è che i Cittadini sappiano giudicare e non si lascino coinvolgere in azioni che portano solo beneficio e visibilità a chi le promuove, ma non giovano a quello che il Crocefisso rappresenta per la maggior parte di noi. Non mi risulta comunque che il Crocifisso nelle aule scolastiche sia un’antica tradizione italiana; sono state le circolari fasciste degli anni ‘20 che hanno introdotto quest’obbligo di arredo delle aule scolastiche, poichè si andava strutturando con il Concordato il principio giuridico fascista che la religione cattolica fosse la religione dello Stato.
Dopodichè, l’idea che il crocifisso non dovesse essere un obbligo si è ampiamente sviluppata in tutto il dopoguerra, persino in settori politici cattolici. Ritorno ora alla Chiesa Cattolica e al suo levar di scudi contro la rimozione del Crocefisso, del ”povero Cristo” in croce. Però, su altri”poveri Cristi”della nostra società, nessuna parola: sul “povero Cristo”di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di “nutrizione e idratazione”, da nessuno degli alti prelati è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno da quei monsignori che avevano gridato “assassino” al papà di Eluana Englaro.
Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, e qui ritorniamo a certi politici, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino, che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di sopravvivenza.
Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione nostrana, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini.
Certo che gli “assatanamenti”di La Russa che grida in Tv “potessero morire”, o gli interventi di chi si vuol presentare come estremo difensore della fede e si è poi sposato con rito celtico(Calderoli)o di Casini, che si è sposato due volte– tralasciando Berlusconi su cui ci sarebbe troppo da dire – ci fanno capire che in Italia, pur di non parlare dei reali bisogni del Paese, si è pronti a dichiarare guerra all’Europa e arrampicarsi anche sui crocefissi. Ma questa classe politica non si occupa, appunto, dei veri e drammatici bisogni del nostro paese, come di quello che succede alle famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese, del razzismo a briglia sciolte, di una immoralità diffusa, dei picchiatori e violentatori che girano per le strade, della pedofilia in rete e fuori, delle multinazionali che a breve ci ruberanno l’acqua, dell’uso di cocaina, dei giovani precari senza lavoro, degli anziani,e anche meno anziani, ridotti a mendicanti, dei ragazzi che muoiono per le botte in carcere, di mezzo mondo che continua a morire di fame. Perché oggi i crocefissi non sono solamente appesi alle pareti: sono appunto anche in mezzo a noi.
Da parte di un agnostico senza paraocchi ti faccio i miei complimenti, per la chiarezza e l’oggettività dei concetti espressi, ahimè non così diffusa nelle persone che credono in un dio o in una religione e considerano ciò in cui credono L’UNICA verità possibile. Checché ne dica Donantonio sei stato molto chiaro e non ho notato né ripetizioni, né tantomento concetti espressi in modo confuso. Bravo!
Purtroppo sembra mancarti il dono della sintesi…scrivi tanto ma a parte confusione e ripetizione di concetti(per altro confusi) non si capisce niente.
Come ad Albengalese ti si rimanda al seguente link:
http://www.sanpaolo.org/fc/0946fc/0946fc03.htm
Dopo averlo letto ed averci riflettuto vedrai che le idee saranno un pò meno confuse.
“Caro” Donantonio, non so che interessa tu abbia a linkare sempre lo stesso articolo (ti pagano a provvigioni?), che peraltro tratta un argomento così delicato ma semplice, in modo del tutto soggettivo e pienamente opinabile; confuso per niente perchè è paragonabile a un cavallo con i paraocchi: deve solo andare dritto, non ha altre opzioni da seguire se non quelle fornite da chi lo guida con le redini.
Penso sia chiaro a chiunque legga i tuoi commenti, che essi non rappresentino altro che un pretesto, ingiustificato, per poter pubblicare il famoso link all’articolo di cui sopra. Dai adesso dimmi che sono stato poco chiaro, non sintetico e/o confuso
Soprattutto ripetitivo (come Donantonio? chi è senza peccato…); già Davide aveva fatto notare i 2 “famigerati” link: non dovevi scomodarti anche tu per così poco.
Editoriale soggettivo? Trovi? A parer mio è di un’obbiettività più unica che rara se chi lo legge depone ogni faziosità. Bacchetta è vero chi si è scomodato da tanto scranno per le lamentele peraltro di una singola signora ancorchè finlandese (se ne tornasse nel gelo del suo paese senza crocefissi)…bacchetta in modo più severo i politici credenti (non praticanti alla Marco Caviglione?) che si ricordano e difendono il Crocefisso solo in queste circostanze dimenticandosene poi sistematicamente quando debbono legiferare!
Don anto’, ma c’hai una convezione ? Ti danno una percentuale ogni volta che posti il link ? Due volte in due commenti ad uno stesso articolo è una media mica male, degna dei migliori spammer!
E’ già il terzo link all’articolo di famiglia cristiana, che vedo pubblicato da Donantonio, dopo la solita polemica che fa riferimento a sue arbitrarie invenzioni…se questi sono i “ministri” di Dio…Dio ci salvi!
L’avevo già letto, grazie. Strano tu non riesca a capire come la penso, non te la sto certo a ripetere
Si possono anche rileggere le cose… e rileggerle ancora!
Noto comunque con piacere che questa volta sei stato più conciso…è già un bel passo avanti
Crocifisso si-crocifisso no? A me è bastato vedere quello che purtroppo è il Presidente del Consiglio, che, durante la consegna delle case in Abruzzo, “brandiva” una croce più grossa di lui,prendendone le difese. Se questo è il paladino che lo difende, viene proprio da dire:”Povero Cristo”.
Un altro curioso “paladino” lo si trova descritto in questo articolo:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=82106
Povera Italia, aggiungo…
amen
Crocifisso,Strasburgo: ok ricorso Italia
Caso sara’ esaminato nei prossimi mesi. Frattini soddisfatto
(ANSA)-STRASBURGO, 2 MAR -La Corte europea dei diritti dell’uomo ammette il ricorso dell’Italia contro la sentenza che imponeva di togliere la croce nelle scuole. Il governo italiano aveva presentato il ricorso contro la sentenza del 3 novembre scorso, che aveva bocciato la presenza del simbolo nelle aule scolastiche. Il caso sara’ esaminato dalla Grande Camera nei prossimi mesi. Il ministro degli Esteri Frattini ha appreso con ‘vivo compiacimento’ la notizia.
toc toc…c’è nessuno?
Dopo la sentenza della Corte di Strasburgo riguardo la presenza del Crocifisso nelle aule scolastiche, sono stati versati fiumi di inchiostro, dall’ineffabile quanto impalpabile Valeria Rossi…l’ammissibilità del ricorso dell’Italia viene viceversa sottaciuto addirittura ignorato: viva l’obiettività di questa testata!
@Donantonio: l’ “ammissibilità” di un ricorso non è una notizia (se non per i lecchini di stato, gli stessi che assolvono i prescritti, hai presente?).
La notizia ci sarà se e quando il ricorso verrà accettato e la sentenza ribaltata. Sveglia, Donanto’: hai per caso creduto anche tu che “ammettere” un ricorso significhi dar ragione al ricorrente?
No, perché era questo lo scopo di chi ha dato la notizia come se fosse chissà quale evento.