Provincia: Messa di Sant’Uberto
Provincia | Comunicato stampa | novembre 3, 2009 alle 17:34 -
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Savona, 3 novembre 2009. E’ stato presentato in data odierna dalle Associazioni Venatorie della Provincia di Savona riunite (Federcaccia, Arcicaccia, C.P.A.L., A.N.U.U., Libera Caccia, Enal Caccia) l’evento 2009 organizzato dalla categoria: la Messa di Sant’Uberto – del Cacciatore.
Il giorno 6 novembre p.v., alle ore 15.00 presso la spianata del Santuario della Madonna dell’Apparizione di Savona verrà celebrata dal Vicario Vescovile la Santa
Messa nel giorno dedicato al patrono della caccia, S. Uberto.
Le associazioni presenti oggi raggruppano la pressoché totalità dei 6500 cacciatori savonesi e rappresentano, in primo luogo, i protagonisti attivi del processo a cui la Provincia di Savona ha dedicato e sta attualmente dedicando notevoli sforzi, volto all’evoluzione culturale/ambientale relativa alla ‘figura’ del cacciatore.
Genericamente individuato come mero fruitore inconsapevole del bene “ambiente”, il cacciatore evolve il suo ruolo e la sua identità per diventare un protagonista fattivo della gestione ambientale e della fauna.
Le maggiori Associazioni Venatorie, infatti, dispongono al loro interno di volontari che effettuano vigilanza venatoria, oltre che ittica ed ambientale, e collaborano con la Provincia nell’effettuazione dei censimenti degli ungulati e di altri interventi sul territorio.
Non solo ma il severo controllo del bracconaggio e la repressione delle violazioni venatorie sono diventati alcuni fra i compiti più importanti dei cacciatori associati.
La fattiva presenza delle associazioni accanto agli AATTCC (Ambiti Territoriali di Caccia), inoltre, si è dimostrata insostituibile nel ‘costruire’ il cacciatore del nuovo millennio: attraverso i corsi che organizza la Provincia, sono stati formati oltre seicento selecontrollori – che si dedicano alla caccia del capriolo e del daino – e 150 biometristi del
cinghiale che procedono, nelle 139 squadre impegnate nella caccia, a rilevare i dati dell’età del sesso, del peso e dello sviluppo degli animali abbattuti.
Questi dati, rielaborati dall’Università di Genova – Facoltà di Scienze matematiche, Fisiche e Naturali Dip.Te.Ris. –, vengono trasmessi alla Provincia di Savona che procede all’elaborazione di un preciso quadro di insieme delle dinamiche di accrescimento delle popolazioni di cinghiale. Lo scenario numerico viene annualmente presentato ai capi
squadra e, anche su questa base, si definisce il numero massimo di esemplari di cui è consentito l’abbattimento nel corso della stagione di caccia.
L’attività dei biometristi, cacciatori esperti e spesso volontari delle associazioni venatorie, pertanto, costituisce il perno attorno cui ruota la rilevazione biometrica delle dinamiche delle popolazioni del cinghiale sul nostro territorio e che consente una precisa ed efficace programmazione del controllo degli ungulati.
Le associazioni, fino ad oggi non sempre sufficientemente coese nel perseguire i fini comuni si trovano, dopo molti anni, a promuovere e sostenere tutte insieme un evento che ribadisce la loro appartenenza a pieno titolo alla società civile nella quale portano l’insieme dei valori tradizionali e culturali di cui sono eredi.
Per l’anno 2009:
• il contingente abbattibile del cinghiale in tutta la provincia, nel periodo compreso fra il 20 settembre e il 20 dicembre, è stato determinato in 8509 capi;
• il capriolo maschio, invece, è cacciabile dal 15 giugno al 13 luglio e dal 17 agosto al 28 settembre, mentre la femmina dal 2 gennaio al 15 marzo, per un contingente di 1461 capi, esclusivamente nelle unità di gestione che sono aree ristrette del territorio gestite da speciali organismi;
• in Provincia di Savona, dal 2009, si può cacciare anche il daino in una specifica unità di gestione alle spalle di Albenga denominata AUSSA, per un contingente di 52 capi nei periodi compresi dal 1 al 30 settembre 2009 e dal 1 novembre al 15 marzo 2010 per i maschi; dal 1 gennaio al 15 marzo 2010 per le femmine.
NOTA: il culto di Sant’Uberto. Primogenito del duca Bertrando di Aquitania nacque probabilmente a Tolosa attorno al 656, con l’avvento al potere da parte di Ebroino si trasferì in Austrasia, dove venne accolto benevolmente da Pipino di Herstal. Secondo la tradizione agiografica un venerdì Santo, durante una battuta di caccia, avrebbe ricevuto la visione di un Crocifisso tra le corna di un cervo che lo avrebbe invitato ad abbandonare la sua vita dissoluta e a convertirsi (l’episodio è alla base dell’iconografia del santo). Rimasto vedovo si pose sotto la direzione spirituale di san Lamberto di Maastricht, rinunciando ai suoi beni e ai suoi titoli. Studiò teologia e venne ordinato sacerdote, divenendo il
principale assistente di Lamberto al quale nel 706 succedette come vescovo di Maastricht: divenne predicatore e si dedicò all’evangelizzazione delle zone orientali del Belgio (Brabante, Ardenne) e fondò la diocesi di Liegi. La venerazione come santo ebbe ampia diffusione nel medioevo, fu considerato protettore dei cacciatori e invocato contro il morso dei cani e la rabbia, la sua tomba fu meta di numerosi pellegrinaggi.























