Alassio, scarsa sensibilità verso il cinema
Cinema, Lettere | Claudio Almanzi | ottobre 30, 2009 alle 11:56 -
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di CLAUDIO ALMANZI – La Città del Muretto, che da sempre ha brillato per l’impegno verso la cultura, questa volta ha sbagliato: per lo meno sembra così vista la lettera-fiume con la quale il regista alassino Beppe Rizzo si è sfogato e che è stata anche inviata alla redazione de Il Ponente. Vista la serietà e l’impegno in campo culturale di Rizzo, che si è sempre reso disponibile collaborando con enti, istituzioni e comuni di tutta la Riviera, abbiamo pensato di riportare l’amaro sfogo di Rizzo integralmente.
Questo il testo:
“Nessun cinema ad Alassio? Ecco la verità. Potrei subito dire: “perché all’Assessorato alla Cultura e Turismo di Alassio e al Sindaco Arch. Marco Melgrati il Cinema non interessa affatto!”.
Ma prima di affermarlo, è mio dovere dimostrarlo. Comincio dai primordi. Subito dopo la chiusura dei due cinema cittadini (fine marzo 2008), ottenni un incontro con l’Assessore alla Cultura. Spiegai che, vista la situazione, avrei preso l’iniziativa, se il Comune mi avesse appoggiato, di organizzare qualcosa che avesse attinenza col la “Settima Arte” e aggiunsi che lo facevo di già con qualche altro Comune. Parlando di costi, presentai una delibera di un altro Comune da cui si poteva evincere che quel Comune mi aveva pagato, per 10 (dieci) serate, Euro 360 per serata (al lordo della ritenuta). Ovviamente feci presente che mai e poi mai avrei chiesto tale cifra al Comune di Alassio, ma mi sarei accontentato di un rimborso spese forfettario. Premetto che tutta l’attrezzatura (schermo, videoproiettore, amplificatore, casse acustiche, microfoni, cavetteria, filmati, depliant, ecc.), dico tutta, era stata fornita da me. La risposta non si fece attendere: “non vi sono soldi”, senza neanche discuterne per dimostrare un minimo di disponibilità.
Dopo un anno da quell’incontro (marzo 2009), un gruppo di tre persone (la professoressa Romana Rutelli, il signor Francesco Guido-Gibba, e il sottoscritto, ), rendendosi conto che una città, financo turistica, di dodicimila anime, non poteva non avere un luogo dove svolgere un’attività culturale come quella cinematografica, chiese un incontro con il Sindaco di Alassio. Fu presente anche l’Assessore alla Cultura. Quando fu esposta l’iniziativa che si voleva intraprendere, aleggiarono in quella sala comunale le due seguenti frasi: “io il Cinema me lo vedo a casa” e “ultimamente sono andata al Cinema ed in sala eravamo in sei”. Potrebbero bastare queste due “elucubrazioni” per dimostrare quanto affermato nell’incipit di questo articolo. Ma proseguo. Il gruppetto non si dette per vinto ed insistette. Fu presa la decisione, infatti, di effettuare, a mo’ di prova, una volta alla settimana, e per quattro settimane, proiezioni cinematografiche presso la ex chiesa anglicana, iniziando subito dopo Pasqua. Bisognava soltanto presentare un progetto. Preparai, quindi, nell’arco di quarantott’ore, una locandina ed un pieghevole e ottenni (a fatica dopo quindici giorni) un appuntamento con l’Assessore alla Cultura. Era di venerdì. Il materiale fu esaminato e ritenuto valido. Con riferimento ai costi presentai, come avevo fatto un anno prima, una delibera di un altro Comune in cui risultava che, per una proiezione, quel Comune mi aveva corrisposto Euro 625 al lordo. Aggiunsi che per il Comune di Alassio mi sarei accontentato di Euro 200 (dico duecento) per sera, mettendo a disposizione tutta la mia attrezzatura (quella della ex chiesa anglicana non è adatta al Cinema); avrei provveduto alla locandina, ai depliant, alle schede sui film, ai filmati, ai contatti con la SIAE e…scusate la mia vergognosa immodestia, avrei messo a disposizione la mia professionalità. La risposta, a detta dell’Assessore, sarebbe dovuta arrivare tre giorni dopo, il lunedì successivo. Ma ciò non avvenne mai, silenzio assoluto, nemmeno una parola. Mi chiedo, ma è mai possibile un tale comportamento? Dove sono i più elementari canoni del buon vivere civile? E non solo, nei giorni successivi il Sindaco e l’Assessore sparsero la voce (ci sono i testimoni) che avevo avanzato una richiesta di ben…udite, udite, cinquemila Euro. Detto in parole povere, sono stato diffamato e umiliato di fronte a tutte quelle persone che hanno udito una tale…(non so che sostantivo usare, poiché la scelta sarebbe ampia). E poiché credo di avere sempre agito con onestà, responsabilità e coscienza, non posso tacere e pretendo almeno le scuse (che certamente non arriveranno mai, figuriamoci!). A questo punto ci si può chiedere: da che parte stanno le bugie? La mia parola contro quella dell’Assessore e viceversa. Lascio che mi giudichino coloro che mi conoscono e che leggendo questo articolo possano anche riflettere sul perché ad Alassio da quasi due anni non vi sono nè Cinema e nè Teatro. Vorrei salutarvi dicendovi “buon cinema”, ma mi prendereste a calci al primo incontro”.
Dopo aver dato spazio al regista alassino Beppe Rizzo, con questo suo libero sfogo, ora siamo in attesa di una replica dell’assessore alla Cultura o del sindaco di Alassio.
Tags: alassio, beppe rizzo, Cinema























alassini, venite ad albenga al cinema ambra, dove c’è una programmazione di altissima qualità!
Caro Beppe Rizzo, caro Gibba,
no, non arriverà alcuna risposta dall’Amministrazione alassina. Ed in fondo è meglio così: se arrivasse, sarebbe la ormai nota sequenza di aggressioni, insulti e manipolazioni della verità a cui questa Giunta, in particolare il Sindaco, ci hanno abituati. A tal punto che quasi non ce ne rendiamo conto e siamo portati ad interpretare l’arroganza del potere come capacità e “carattere”.
Se può consolare, a queste persone non interessano un sacco di cose, oltre il Cinema: non interessa lo Sport (da quanti anni Alassio non ha un campo di calcio?), la Musica, la Cultura, la Scuola ( se non è privata clericale), l’Ambiente, il Turismo (quanti Alberghi sono stati chiusi? Quanti esercizi commerciali sono alla bancarotta? Quanti ristoranti, caffè, pubs non riescono a tirare avanti?), il Lavoro (parolaccia!!!)… No, tutto questo non può consolare, ma è la realtà. Ed è anche realtà il fatto che troppi abitanti di questa città paiono non attribuire a tali aspetti della vita sociale l’importanza che meritano. Non ho ricette, nè vedo soluzioni a breve termine. Se però potessi essere utile in qualche modo,sono a disposizione: ormai vivo ad Albenga, ma al Cinema ad Alassio mi piacerebbe tanto poter assistere!
Grazie per l’impegno, vi abbraccio