Il PdL rilancia l’inceneritore; ecco perché sarebbe un grosso errore
Ambiente & Natura, Politica | Il ponente | giugno 3, 2009 alle 08:55 -
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da GENTE COMUNE – Ieri sera, a Varazze, pubblica “sfida” tra candidati sindaci. Il candidato per il PdL, prof. Delfino, a un certo punto ha tirato fuori il temuto INCENERITORE (che gli ultimi rumors darebbero a Voltri e non più a Albenga, su indicazione di Scajola). Di fronte alle contestazioni della platea, il candidato per difendersi ha sostenuto che “a Nizza e Montecarlo c’è la più alta aspettativa di vita , eppure hanno l’inceneritore in centro città!”.
Abbiamo raccolto pertanto una piccola documentazione su questo argomento.
Perchè l’inceneritore fa male, non conviene, non elimina il problema.
Più ricercatori, come: Prof. Stefano Montanari (Un. Padova- esperto nano diagnostica e nano particelle); D.ssa Patrizia Gentilini (onco-ematologa); Prof. Federico Valerio dell’IST; Prof. Valerio Gennaro dell’IST; Dott. Giovanni Ghirga; Dott. Paolo Franceschi (pneumologo e responsabile ISD), Prof. Gianni Tamino; Prof. Claudio Pagliara; Prof. Virginio Fadda (biologo) e Dott. Agostino Torcello (pneumologo); Prof. Lorenzo Tomatis, documentano i gravi rischi che comportano inceneritori e centrali a carbone; ciò, per il semplice principio di precauzionalità, sarebbe motivo più che sufficiente a non permettere la realizzazione dei tanto temibili inceneritori sul nostro territorio.
Noi abbiamo già due centrali ENEL a carbone (nel 2009!) a Vado L. e a Genova: la centrale di Vado L. ha causato, in 40 anni, 3.400 morti, perchè non è stato messo a norma nè metanizzato, come cmq si doveva fare dal 1990, in seguito a delibera dei comuni di Vado e Quiliano (mai attuata).
( I calcoli di mortalità prematura relativi alla centrale a carbone di Vado L. da noi ricavati fanno riferimento ad uno studio del “Public Citizen’s Texas Office and the Sustainable Energy and Economic Development (SEED) Coalition.” Novembre 2006. Il riferimento da noi considerato è il progetto per la centrale a carbone di Sempra Twin Oaks 3 perché ha emissioni paragonabili alla attuale centrale di Vado).
A dirlo non siamo noi, ma alcune associazioni, anche di medici coraggiosi, che “gridano” il loro allarme (ben ignorati da tutti, in quanto i grandi imprenditori, come detto, controllano tutta l’informazione canonica): il MODA (Movimento di Opinione e Difesa Ambiente), il CNCMAS (Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute ) e l’ISDE ( Medici per l’Ambiente sez. di Savona)
- Passando da quello che abbiamo a quello che avremo, parlo di Inceneritore.
Da notare come, ancora una volta, la solita e vecchia politica ci inganni, cerchi di indorarci la pillola: infatti solo in Italia è stato coniato il termine TERMOVALORIZZATORE, nel resto d’Europa tale termine non esiste.
L’INCENERITORE:
1) È OBSOLETO: In Europa si è passati da 405 inceneritori nel 1985 ai 300 di oggi. Solo l’Italia incentiva la costruzione di inceneritori. Da quasi una decina d’ anni in America non si costruiscono più gli inceneritori (fonte: Paul Connett, tra i maggior esperti internazionali in tema di salvaguardia ambientale, diossine e processi industriali, docente di chimica e tossicologia presso la St. Laurence University di New York e fautore della politica “rifiuti zero” )
Nello stato di New York da oltre 20 anni non si costruiscono più inceneritori per rifiuti.
2) UCCIDE: da esso escono migliaia di prodotti cancerogeni, tra cui la diossina che, portata dal vento, non solo viene inalata, ma, soprattutto, va a contaminare la catena alimentare (carne, pesce etc.), latte materno compreso, compromettendo la salute e sminuendo il valore dei prodotti agricoli/ittici della zona interessata.
Anche i decantati “termovalorizzatori” di ultima generazione, se da un lato diminuiscono la concentrazione di diossina per metro cubo di fumi, dall’altra ne emettono più metri cubi: in una comunicazione dell’ ARPA Piemonte (del 30/11/2007) sono stati riportati 10 studi su diverse aree italiane sede di inceneritori: in tutti si dimostra l’aumento di tumori ed altre patologie.
Ciò è causato dalle nanoparticelle prodotte dalla combustione dei rifiuti che, essendo inferiori ai 2,5 micron non possono essere fermate da nessun filtro antiparticolato oggi esistente !
3) CONTROLLORE e CONTROLLATO sono quasi sempre la stessa persona. Chi dice, infatti, che tutto è sotto controllo, difficilmente è un medico.
Di regola tali affermazioni provengono dagli stessi gestori o progettisti degli impianti: “è tutto a norma di legge!”
I controlli vengono effettuati, tra l’altro, per la normativa europea, solo una volta all’anno (molto costosi) dall’ASL, basandosi, cmq, sui citati parametri di Legge.
E qui sta il Primo grande imbroglio: tali parametri non sono affatto attuali, aggiornati con gli studi scientifici, ma sono fermi ad almeno 10 anni prima.
Non lo diciamo noi, ma gli scienziati e i medici in prima linea nella lotta ai tumori, tra cui il prof. Valerio (Prof. Federico Valerio, direttore del Dipartimento di Chimica Ambientale dell’Istituto Tumori di Genova): ecco che così, ad es., per anni ci hanno detto che l’inceneritore di Brescia era un gioiello della tecnica, tutto a norma di legge…tutto bene…tutto sotto controllo: oggi sappiamo (ma solo oggi) che Brescia ha l’aria più inquinata della Lombardia da PM10 e i bresciani hanno già nel sangue una contaminazione da diossine superiore agli abitanti di Seveso (fonte ASL Mantova).
Potrei continuare per ore, ma…insomma: se si realizzasse il progetto dei ns amati politici professionisti, ossia un inceneritore per ogni provincia, affinchè la diossina emessa fosse “sopportabile” dal ns organismo, ci vorrebbe una popolazione di 140 milioni di italiani che la inalasse! (oggi siamo 60 milioni ca.)
4) LI PAGHIAMO NOI
Secondo grande imbroglio.
Costano un sacco di soldi ( la costruzione di un impianto da 450.000 tonnellate/anno costa non meno di 600-900 milioni di euro in media e ci vogliono 5 anni perchè entri a pieno regime ) e nessun imprenditore li farebbe se non ci fosse il famoso Cip6, ossia quella parte della ns bolletta Enel che dovrebbe servire per gli investimenti nelle fonti rinnovabili, ma che, in Italia, con un sotterfugio legislativo (Tipico es. di inciucio Pd-Pdl ) , viene usato per costruire anche gli inceneritori: ergo, noi paghiamo, ci rimettiamo la salute e loro si arricchiscono.
La convenienza dell’uso degli inceneritori per il trattamento dei rifiuti e’ solo per i gestori, che ricevono dallo stato italiano, caso unico al mondo, da 25 ai 50 euro per ogni tonnellata d’immondizia (7% della bolletta) smaltita grazie al famigerato CIP6 (sigla che indica il Comitato Interministeriale Prezzi e la sua delibera numero 6). Una delibera che equipara i rifiuti a fonti di energia rinnovabile (!).
5) NON CONVIENE: Il costo per produrre 1 KWh mediante incenerimento è tra i più elevati tra tutte le possibili fonti energetiche. Inoltre 1 kWh ottenuto da termovalorizzazione produce quasi il doppio di gas serra rispetto ai combustibili fossili, in contrasto col protocollo di Kyoto.
6) E’ DANNOSO PER I BAMBINI
Uno studio realizzato già nel 2004 nella regione RhoneAlpes (Francia) ha rilevato nei bambini appena nati, le cui mamme abitavano nei pressi dell’inceneritore, un aumento delle malformazioni rispetto alla media nazionale: +20% anomalie cromosomiche, + 29% malformazioni alla bocca, + 44% malformazioni dell’intestino, + 51% malformazione dei reni.
7) NON ELIMINA I RIFIUTI
Per ogni tonnellata di rifiuti bruciati, un terzo diventa cenere che, come rifiuto tossico, ha bisogno di discariche più costose di quelle usate per i rifiuti comuni.
E’ IN ANTITESI CON LA RACCOLTA DIFFERENZIATA: chi costruisce e vuole gli inceneritori ha tutto l’interesse che la raccolta differenziata NON FUNZIONI.
Se essa funzionasse, cosa ci butto nell’inceneritore ??? il quale DEVE funzionare 24 ore al giorno, ininterrottamente.
Si dovrebbe importare la spazzatura degli altri (altro che eliminare il problema!), con le ovvie conseguenze.
Ad esempio, al Comune di Brescia, non riuscivano ad andare oltre il 30% di raccolta differenziata perché altrimenti il termovalorizzatore non avrebbe più rifiuti da bruciare!
E ancora: la spazzatura di Napoli, se ricordate, è stata spedita in Germania non perchè (come ci han detto) noi non avevamo inceneritori (e quindi bisognava costruirli – sigh), ma perchè lì funziona talmente bene la differenziata che non sanno più cosa bruciare ! Ergo: se avesse funzionato la differenziata, non ci sarebbe stata alcuna emergenza a Napoli.
La propaganda del PDL
Delfino parla di Inceneritore di Montecarlo e Nizza: si rifa ad una consolidata politica di disinformazione del PDL
- quello di Nizza pare sia addirittura chiuso. In rete si legge: “Per notizie avute da persone residenti a Nizza, l’inceneritore di tale località ha determinato inquinamento e cancerogenicità dei prodotti agricoli, tanto da indurre l’Amministrazione di tale località a far divieto di raccolta delle olive e dei prodotti agricoli”.
- il tanto decantato inceneritore di “Montecarlo” è al centro città, non perchè è moderno, ma il contario: esso risale a fine 800 (1898: fonte numero del 5 Settembre, 1999 di ” Ingegneri della Liguria” ), quando ancora erano sottovalutate le conseguenze di tali scelte. Poi, nel tempo, è stato adeguato alla norma
Tuttavia, per evitare il ridicolo, invitiamo tutti i numerosi estimatori di quest’impianto a non citarlo più come esempio di convivenza tra inceneritori e centri urbani, perché il venerando impianto è a misura del numero di sudditi di Sua Maestà Ranieri (30.000 persone) e quindi tratta solo 60 “misere” tonnellate di rifiuti il giorno.
Peraltro, nel Febbraio del 1996, i Monegaschi che abitavano intorno a quest’inceneritore devono aver ringraziato il cielo per avere sotto casa un impianto così piccolo, perché altrimenti, sarebbero state molto più di diciannove le persone costrette al ricovero ospedaliero a causa di una nube tossica sprigionatasi dall’impianto (Secolo XIX, 1 Febbraio 1996).
Esso forse sta per chiudere (non ho trovato conferme): la società che lo gestisce e che sponsorizza gli Istituti contro il cancro di Veronesi ha già comunicato al Comune di Ventimiglia che da fine dicembre ( ndr 2008) non potrà più smaltire i propri RSU presso tale inceneritore e che tale società avrebbe già preso contatti con alcuni nostri politici per poter gestire il nuovo inceneritore che dovrebbe essere ubicato sul nostro territorio e nel ponente.
Lo afferma Briano, candidato per la lista Perilbenecomune.
Sull’inadeguatezza dei controlli in Italia, la vicenda dell’ inceneritore di Pietrasanta dovrebbe far comprendere.
L’indagine della Procura della Repubblica di Lucca sulla falsificazione dei dati sulla diossina emessa ( ndr N.B. se n’era accorta la soc. francese che l’aveva acquistato, non l’ARPAL) dell’inceneritore di Pietrasanta apre uno scenario inquietante, che se reale conferma l’inadeguatezza del sistema di controlli in Toscana e la pericolosità conclamata di tali impianti per la salute dei cittadini.
-da ricordare (non lo fa nessuno) che l’Europa impone una differenziata importante, e che entro il 2007 avremmo dovuto arrivare al 40%, nel 2009; al 50% nel 2011 e al 65% nel 2012; pene multe salate alle Amministrazioni che non ottemperano agli obbiettivi imposti, ovvero tasse in più per i cittadini.
Tags: inceneritore, inquinamento, inquinamento provincia di Savona






















su radio onda ligure il candidaato Marco Melgrati fa uno spot che dice più o meno così: votatemi perchè la sinistra è contro l’inceneritore e e la discarica qui nel ponente e noi non vogliamo diventare come Napoli. Dunque mi pare chiaro che la destra vuole l’inceneritore ad Alassio e Albenga e la sinistra non lo vuole perchè così ci riempiamo di immondizia. se ho capito bene è così
credo che sia proprio così. tra l’altro un inceneritore in liguria costerebbe molto più di quanto produce
Avrete tutti ragione………….
Infatti i nostri cugini monegaschi, i quali lo hanno dirttamente in centro città, si lamentano dalla mattina alla sera che la loro città è sporca, invivibile e che pagano i costi dell’energia in maniera spropositata.
Ma fatemi il piacere!!!!!!!!!!!!!
Scusi, Antonio, ma chi ha mai detto che l’inceneritore “sporca” la città? Le nanoparticelle sono invisibili, non sporcano, non puzzano, non danno alcun fastidio apparente: si limitano ad ammazzare in silenzio. Ovviamente, poi, la diagnosi non è mai “morto per inquinamento”, ma morto per cancro, ictus, infarto ecc. ecc.
Solo i medici che hanno quotidianamente a che fare con le casistiche possono farsi un’idea di cosa succeda in realtà: e infatti se la fanno… dopodiché possono scegliere: o studiare a fondo il problema, trarre conclusioni scientifiche e pubblicarle… oppure stabilire che tutto sommato, più malati=più clienti=più guadagno, quindi meglio stare zitti.
Chi ha avuto coscienza e ha pubblicato i risultati dei suoi studi, sappiamo cos’ha trovato. Chi tace… tace.
E i cittadini, del gioco che si fa sulla loro pelle, non sanno ovviamente nulla.
Valeria Rossi
Disinformazione è questo articolo.
Innanzitutto è semplicemente errato estrapolare i risultati di uno studio fatto in USA alla realtà di Vado. Pertanto scrivere “la centrale di Vado L. ha causato, in 40 anni, 3.400 morti” è assolutamente demagogico e terroristico. Senza con ciò voler ignorare l’inquinamento generato da centrali a carbone.
Allo stesso modo, l’articolo fornisce solo una parte della ricerca. Altri articoli e studi scientifici raffigurano una realtà differente da quella riportata. Per inciso, documentare i rischi non equivale ad aver studiato direttamente il problema.
Il dato di 405 inceneritori ieri e 300 oggi non ha troppo senso, ammesso sia vero (citare come fonte una dichiarazione non precisata di Paul Connett equivale a non citare fonti). Per fare un paragone, dopo Chernobyl sono state costruite pochissime nuove centrali nucleari a livello globale, ma la PRODUZIONE di energia nucleare è quasi raddoppiata perchè le pre-esistenti funzionano più efficacemente. Stessa cosa potrebbe dirsi degli inceneritori.
I punti 2 e 3 sono in contraddizione: un controllore (ARPA) viene usato come fonte sulla nocività degli inceneritori al punto 2 per poi essere accusato al punto 3.
Punti 4): anche la differenziata è pagata da noi.
Punti 5) e 6): mancano riferimenti. Al momento la fonte energetica rinnovabile più costosa da sfruttare rimane il sole, i cui incentivi per l’installazione dei pannelli fotovoltaici non li crea lo Spirito Santo. Il punto 6) è una storia che si ripete: per ogni studio ne esiste uno uguale e contrario. Inoltre raramente uno studio giunge a conclusioni lapidarie. Spesso è strumentalizzato è finchè non viene data possibilità di esaminare il testo dello studio si può dubitare non sia stato strumentalizzato anche in questo caso.
Punto 8): a Napoli l’inceneritore non c’era, e nemmeno la raccolta differenziata. Tra le tante cose sbagliate dette da Pecoraro Scanio, in quell’occasione ce ne fu una giusta: “senza la differenziata gli inceneritori sono ferri vecchi”. Peccato che lui, anzichè adoperarsi come politico di spicco per attivare la differenziata, preferì investire il suo tempo a partecipare ai comitati per il no all’inceneritore di Acerra, i risultati poi si sono visti.
In Germania c’è abbondanza di inceneritori perchè un piano industriale aveva previsto uno sviluppo – ergo: produzione di rifiuti – maggiore di quello che realmente si è avuto. Incenerimento e differenziata sono in antitesi se il sistema è male progettato e gestito, ma in altre realtà (Austria e Danimarca per esempio) riescono a raggiungere alti livelli di differenziata pur usando inceneritori.
Su Nizza: “in rete” non si legge quello che hai riportato.
Su Monaco: insensato citare a pretesto della pericolosità ambientale degli incineritori un incidente occorso nel 1996. Hai idea di quanti incidenti in impianti industriali occorrano? Cosa facciamo, chiudiamo tutto dalle fonderie alle industrie alimentari?
Su Veronesi: storia che rimbalza ovunque, senza prove.
Su Pietrasanta: altra contraddizione con il punto 3): il controllato denuncia errori sui dati della diossina, eppure al punto 3) sostieni che controllore e controllato siano la stessa persona. Rileggiti.
Purtroppo in Italia alcuni temi sono affrontati in modo dilettantistico. Non mi riferisco all’autore dell’articolo, che non ha colpe. In fondo, ha fatto un collage delle voci che rimbalzano in rete. Sono le voci pseudo autorevoli che non sono all’altezza di affrontare seriamente e obiettivamente il problema.
Dilettantistica è questa difesa degli inceneritori basata sull’attacco a un comunicato stampa che effettivamente è un collage di “notizie” (arriva da una lista civica in corsa per le elezioni, non da un comitato scientifico), ma non certo di “chiacchiere”.
Che rimbalzino o meno in rete è irrilevante: quello che bisogna stabilire è se siano fondate o meno.
Lei non ha portato una sola prova (scientifica) a favore degli inceneritori, se non la diceria secondo cui “ad ogni studio ne corrisponde uno contrario”.
Questa è aria fritta DOC.
Mi citi gli studi contrari, mi citi i dati e le assicuro che sarà possibile smontarli uno ad uno, visto che gli unici studi “a favore” degli inceneritori sono stati commissionati da chi costruisce inceneritori e che sono GIA’ stati smontati parola per parola (anche in altri articoli e commenti su questo stesso giornale, firmati da medici e scienziati, che però lei ha ignorato).
L’unico suo appunto sensato è il primo: non è corretto dire che la centrale di Vado “ha causato” 3400 morti in base allo studio USA. Sarebbe stato corretto dire che in prospettiva e basandosi sui dati (seri) USA si può ipotizzare che la centrale di Vado abbia causato 3400 morti. Purtroppo a Savona abbiamo avuto solo uno studio parziale e fazioso che mirava a dimostrare che la centrale produce produce profumo e petali di rosa, quindi un dato certo non c’è. Tocca “presumere”, appunto.
Però l’unico terrorismo (politico) a me sembra il voler cercare di difendere l’indifendibile per appoggiare una politica che mira solo al guadagno, che ignora la salute dei cittadini e che fa dell’oscurantismo e dell’insabbiamento le sue armi vincenti.
Se questo comunicato stampa non le è sembrato sufficientemente informativo, provi a leggersi quest’altro:
http://www.ilponente.com/index.php?p=8011
E poi provi a sostenere che il problema “non è stato affrontato seriamente” dalla voce autorevole in questione, che è quella di una stimatissima oncologa (a proposito, lei che lavoro fa?)
Valeria Rossi
Valeria,
Il fatto che il comunicato stampa provenga da un movimento politico mi da il diritto di valutarne criticamente i contenuti.
Non è aria fritta sostenere che esistano ANCHE studi che non evidenzino correlazione tra cancro e presenza di impianti di incenerimento. Tu stessa SAI che questi studi esistono, pertanto non vedo a che pro citarteli. Del resto hai già deciso che provengono TUTTI da ambienti collusi con i costruttori di tali impianti e i loro autori siono TUTTI prezzolati, quindi evito volentieri di perdere tempo.
Forse la differenza tra noi due è che io riconosco una onestà intellettuale a tutti -”pro e contro” non conta- coloro che si occupino seriamente di questo problema. Non ho mai pensato che uno studio i cui risultati siano “a sfavore” (e non è mai quasi così: lo stesso studio dell’INVS francese, spesso citato, è molto meno definitivo di come viene presentato in questi comunicati) nasconda qualche interesse particolare in questo senso. Ora, sugli articoli scientifici non ho motivo di dubitare, perchè sono sottoposti a peer-review. Su tutto il resto, sull’enorme quantità di volantini-collage-opinioni che circolano in rete mi permetto di nutrire profonde riserve.
Lo abbiamo visto anche con il comunicato di Gente Comune: dire “pare” “dalla rete” “esso forse sta per chiudere” ti sembrano fatti? Sostenere – erroneamente – che a Savona sono morte 3400 persone ti sembrano fatti o autentico terrorismo psicologico? Ripetere il ritornello del professore prezzolato ti sembrano fatti? Contraddirsi sulla questione controllore/controllato di sembrano fatti? A me sembrano solo una goffa militanza che genera confusione.
Il risultato è che di inceneritori in Italia ne stiamo aprendo pur avendo “fior fiore” di scienziati che si oppongono. Tutta colpa dei media che non gli danno spazio o del fatto che obiettivamente tali persone sembrano più interessate al complottismo che alla scienza? A me francamente puzza quando un prodotto presentato come “scientifico” si conclude regolarmente con un comunicato politico o una denuncia verso più o meno ignoti personaggi.
Altro aspetto: io non ho interesse a difendere gli inceneritori. Non me ne viene in tasca niente. E comunque, se anche volessi farlo, mi asterrei perchè pur agendo in buona fede potrei fare più danno alla mia causa che altro. Per gli inceneritori, c’è una comunità di scienziati – molto più ampia di quelli citati da Gente Comune – che se ne occupa quotidianamente, indipendentemente e soprattutto lontano da qualsiasi luce mediatica o virtuale.
Poi, puoi pensarla come vuoi. Se ti rasserena, puoi anche pensare che io mi chiami Darth Vader, sia pagato dall’A2A per fare disinformazione in rete e che stia digitanto da uno scantinato dell’inceneritore di Brescia.
Come sempre la signora Rossi ne fa una mera questione politica: i suoi amici rossi dicono che fa male e lei così scrive.
Complimenti per la preparazione al sig. Pseudotale.
Rispondo insieme ad Antonio e Pseudotale perché la risposta è unica: datemi una prova scientifica (possibilmente non prezzolata, ma anche se lo fosse andrebbe bene: se non altro sarebbe una base su cui discutere) che dimostri che gli inceneritori NON fanno venire il cancro (e molto altro).
Io ho pubblicato diversi articoli che dimostrano il contrario, con prove, tabulati, bibliografia e quant’altro. Quello di Patrizia Gentilini, che ho linkato nel commento precedente, è un vero e proprio saggio particolarmente completo.
Siccome ho due occhi e un cervello (per il momento) funzionante, ho letto questi comunicati e ho letto quelli “a favore” e ho tratto le mie conclusioni.
Antonio, se pensi che io dica “quello che mi dicono di dire” gli amici, rossi, gialli o verdi che siano, significa a) che non mi conosci; b) che non sai leggere; c) che forse confondi “la signora Rossi” con quello che vedi ogni mattina allo specchio.
Non è mio costume ripetere cose “che mi dicono”: io sulle cose prima ci ragiono e poi ne parlo. Ogni evidenza logica e scientifica dice che gli inceneritori ammazzano la gente: dimostratemi il contrario, se siete in grado. Non limitatevi a dire “ma vaaa, ma va laaaaa” in perfetto stile Ghedini.
Portate PROVE, equivalenti e contrarie a quelle che abbiamo pubblicato noi. Allora sarà un confronto.
Così è blateramento.
Aggiungo che i miei presunti “amici rossi” sono quelli che l’inceneritore in provincia lo vogliono (o vogliono bruciare il CDR nella centrale di Vado, che è la stessa cosa dal punto di vista della salute), esattamente come i tuoi amici azzurri.
I miei “veri” amici sono quelli che si battono contro l’inquinamento; io ormai so’ più andata che non, ma ho un figlio di 23 anni e ci terrei a farlo vivere in un ambiente che gli permetta di arrivare almeno alla mia età.
Attualmente la nostra provincia, purtroppo, questa garanzia non me la dà.
Valeria,
Parti da una richiesta errata. Non troverai MAI uno studio scientifico che attesti “la tal attività non ha impatti” perchè tutte, anche il tuo respirare, comportano impatti. Troverai articoli che indicano o non indicano correlazioni, il che è ben diverso. E perchè questo aspetto è così importante? Perchè il cancro su tutte è una malattia multifattoriale non riconducibile ad una unica ed identificabile causa. Quindi a DATI LIVELLI DI ESPOSIZIONE ai fumi da inceneritore (attenta, non ai fumi in sè) è possibile associare una PROBABILITA’ di generare un cancro, come a DATI LIVELLI DI ESPOSIZIONE a radiazioni ionizzanti è possibile associare una PROBABILITA’ – ancora non bene definita malgrado numerosissimi studi compiuti dai tempi di Hiroshima – di subire effetti sanitari avversi.
Uno studio epidemiologico considera una determinata popolazione, quindi le proprie abitudini di vita e alimentari (che risultano ancora decisivi nella prevenzione al cancro) e il territorio/fonti di inquinanti in cui essa vive: per questo non porta PROVE DEFINITIVE ma EVIDENZE VALIDE ENTRO CERTI LIMITI. Sai come si conclude lo studio dell’ISVN “Etude d’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères”, citato proprio dalla Gentilini? Così:
L’exploitation des résultats obtenus comporte certaines limites, notamment en ce qui concerne leur transposition géographique et temporelle. L’étude portant sur une situation passée, ses résultats ne peuvent pas être transposés aux situations actuelles. Compte tenu des caractéristiques propres aux études écologiques, la causalité du lien observé entre l’exposition aux rejets d’un incinérateur et l’incidence de certains cancers ne peut pas être démontrée. Néanmoins, plusieurs arguments plaident en faveur d’une telle relation. La mise en oeuvre d’une étude étiologique, avec mesure de l’exposition et contrôle des facteurs de risque à l’échelon individuel, permettrait d’étayer la causalité des relations exposition-risque qui ont été observées.
Cette étude, en montrant un impact sanitaire des UIOM, confirme l’utilité des mesures de réduction des émissions de polluants qui ont été imposées à ces installations industrielles depuis la fin des années 90. On peut dès lors s’attendre à une diminution du risque de cancer chez les populations exposées aux niveaux actuels d’émission. Toutefois, en regard de l’incertitude sur les temps de latence d’apparition des cancers, on ne peut exclure que les expositions passées depuis les années 70 puissent encore aujourd’hui favoriser la survenue de cancers.
Pertanto:
1) le conclusioni dello studio, che ha considerato su esposizioni passate (tecnologie di depurazione anni ‘70-’90), NON POSSONO ESSERE ESTRAPOLATE ALLE ESPOSIZIONI ATTUALI;
2) lo studio NON DIMOSTRA UN NESSO CAUSALE tra presenza di inceneritori e incidenza di cancro, anche se porta elementi che FANNO SOSPETTARE l’esistenza di un nesso il quale sarà oggetto di studi in futuro;
3) lo studio conferma L’EFFICACIA delle misure di riduzione degli inquinanti applicate a partire dagli anni ‘90 alle emissioni in atmosfera, grazie alle quali è REALISTICO ATTENDERSI UNA DIMINUZIONE DI TALE RISCHIO;
4) non è tuttavia da escludere una incidenza del cancro anche in futuro, dovuta alle PASSATE esposizioni.
Ora, io non pretendo di avere l’ultima parola. Ti invito solo a considerare quanto siano distante le posizioni, i contenuti e i toni di coloro che su queste cose lavorano DIRETTAMENTE ed hanno come controparte un REFERENTE SCIENTIFICO da coloro, politici, ricercatori o pseudotali che partono da altri presupposti e si presentano un pubblico assolutamente differente.
Personalmente non vedo obiettività nell’attività politica di gran parte di questa area.
Un ultima cosa: tu scrivi “Ogni evidenza logica e scientifica dice che gli inceneritori ammazzano la gente”.
Ora, LA LOGICA IN SE’ E PER SE’ NON PORTA AD EVIDENZE DI NATURA SCIENTIFICA, come tu scrivi, ma semmai INDIRIZZA LA RICERCA (per esempio: da un camino escono sostanze verosimilmente inquinanti -> in quanto tali, potrebbero nuocere alla salute -> non so se e quanto possano esercitare un effetto sulla salute -> decido di valutarne gli effetti sulla salute e promuovo la ricerca in questo settore), PUO’ ESSERE DI SUPPORTO NELLE CONCLUSIONI (la concentrazione di CO2 in atmosfera sta aumentando dalla rivoluzione industriale -> l’uomo produce CO2 -> la CO2 è un gas serra -> è verosimile che le attività antropiche siano responsabili dei cambiamenti climatici in atto), ma NON E’ LA LOGICA CHE HA CLASSIFICATO LA DIOSSINA COME CANCEROGENO.
Sulle evidenze scientifiche ho già risposto con il post sopra, ma per citare qualcosa “sfacciatamente a favore”, e per giunta da una fonte presumibilmente prezzolata, di segnalo la risposta del Prof. Veronesi a un lettore del Corsera: http://forum.corriere.it/loggi_e_il_domani_della_ricerca/25-01-2008/gli_inceneritori_sono_pericolosi-992112.html
a te l’onore e l’onere della contestazione ai documenti citati.
Ribadisco: la scienza non sostiene che gli inceneritori “ammazzano la gente”. Questa è una interpretazione, e in alcuni casi una travisazione, dei risultati della ricerca. La scienza esprime dati anche preoccupanti, ma il suo oggetto rimangono i meccanismi della natura, non le (male)attività umane.
Ma infatti io ho distinto la scienza (dati sperimentali e provati) dalla logica (analisi di tali dati e conclusioni che una persona informata può trarre da sola leggendo).
Ma mia, personale, interpretazione (logica) dei dati in mio possesso (scientifici) mi porta a concludere, al di là di ogni ragionevole dubbio, che queste “presunzioni di ammazzamento” siano molto più fondate delle altrettanto presunte non-nocività. L’articolo di Veronesi che hai citato nell’altro commento – o meglio lo studio a cui si riferisce – è già stato smentito
più volte da altri ricercatori che hanno evidenziato come questo studio sia stato condotto sulla base di dati che non potevano in alcun modo dimostrare il rapporto tra inquinamento e tumori (un po’ come il recente studio IST/ARPAL condotto nella nostra provincia: arriva a conclusioni che non dimostrano nulla perché è condotto in modo falsato, anche se scientificamente corretto).
Quanto al fatto che non si possa dimostrare l’assenza di nocività di un impianto, non ho mai chiesto di parlare di “impatto zero” (questo l’ha detto solo Berlusconi per l’inceneritore di Acerra, e d’altronde aveva anche ragione: era spento! Per forza non inquinava): io ho chiesto di dimostrare che non c’è un rapporto di mostruoso aumento di malattie nei dintorni di un inceneritore (o di una centrale a carbone).
Infatti tu stesso dici che gli studi ci sono (ma deciditi! O è dimostrabile che sono innocui, o non lo è); e il fatto che siano faziosi non l’ho “deciso io”. Me l’hanno dimostrato le repliche – che ho trovato assolutamente sensate – di scienziati che rispetto.
Valeria Rossi
Valeria,
Indicami il titolo e gli autori del documento che smentisce i risultati dello studio citato da Veronesi, sarò lieto di leggerlo.
come: Prof. Stefano Montanari (Un. Padova- esperto nano diagnostica e nano particelle); D.ssa Patrizia Gentilini (onco-ematologa); Prof. Ripeto: Federico Valerio dell’IST; Prof. Valerio Gennaro dell’IST; Dott. Giovanni Ghirga; Dott. Paolo Franceschi (pneumologo e responsabile ISD), Prof. Gianni Tamino; Prof. Claudio Pagliara; Prof. Virginio Fadda (biologo) e Dott. Agostino Torcello (pneumologo); Prof. Lorenzo Tomatis, documentano i gravi rischi che comportano inceneritori e centrali a carbone; ciò, per il semplice principio di precauzionalità, sarebbe motivo più che sufficiente a non permettere la realizzazione dei tanto temibili inceneritori sul nostro territorio.
Indicatemi altrettanti SCIENZIATI o MEDICI in prima linea che dicano il contrario, please.
E il fatto che questi non vengano MAI invitati a trasmissioni quali Porta a Porta etc non vi dice proprio nulla?
La considerazione è:
1) abbiamo BISOGNO di un Inceneritore o sarebbe sufficiente cambiare il ns stile di vita ?
2) E’ vero o falso che per ANNI ci han detto (bombardato è il termine più esatto) su quanto fosse sicuro e da prendere a modello l’ inc. di BRESCIA e ora, saputa la verità, non ci dicono (bombardano) con altrettanta enfasi del contrario ?
Dire”facciamolo perchè non siamo sicuri che faccia male” è da irresponsabili.
La Legge la fanno gli uomini(leggi: parametri),la Natura è altra cosa.
Rio,
Per soddisfare alla tua domanda, nel campo della medicina potrei indicarti il gruppo del Prof. Veronesi o gli autori degli studi citati due post più sopra, ma credo non apprezzeresti. Ti potrei indicare nomi con meno appeal, anonimi ingegneri che insegnano solamente politecnici tra cui quello di Milano, ma credo non li troveresti abbastanza in prima linea (forse non hanno tempo per gestire un blog).
Sul discorso di Porta a Porta e in generale dell’informazione, qui credo nasca un equivoco. E’ pensiero condiviso che i mainstream non invitino alcune persone perchè scomodi. Non può essere che, semplicemente, queste tematiche non siano così rilevanti in rapporto a tante altre (penso a quisquiglie tipo politica fiscale, laicità dello Stato, politica estera)? Non sto dicendo che l’ambiente non sia importante e infatti l’ambiente trova sempre più posto nei media. Ma l’ambiente e la salute non sono solo inceneritori. Mi sembra invece che alcuni attivisti siano tanto ossessionati da adottare un approccio riduzionistico e assai semplificatorio.
Sullo specifico, non ho il piacere di vedere Porta a Porta, non possedendo l’apposito scatolotto.
Il discorso degli stili di vita esula dal piano scientifico-tecnico. L’amministrazione deve rivolgere i problemi di oggi con i mezzi di oggi, facendo conto di costi e benefici. Modelli pittoreschi di decrescita “felice” sono pertinenza di filosofi e visionari, non nego abbiano un loro fascino, ma la mezza tonnellata annua di RSU da ognuno di noi prodotti può essere ridotta con l’intervento ORA (non domani o dopodomani, modello Napoli). Finora non è risultato efficace esortare chi ha l’immondizia sotto casa a cambiare dei suoi stili di vita, perchè nel frattempo (ammesso tale cambiamento si realizzi, a meno non lo si voglia imporre) l’immondizia rimane in strada!
Anche i male affari e l’informazione non corretta esulano dal piano scientifico-tecnico. Adottare il tuo criterio di responsabilità ci farebbe tornare indietro con gli anni, non avanti: tu potrai essere d’accordo, ma gli altri? Mobilitarsi per il No invocando i precedenti o i casi particolari crea quel ginepraio di confusione in cui i furbetti si muovono. Altrove dicono Si ma esigono, e ci riescono, che gli interventi siano bene eseguiti e condotti: parlo di Spagna, Svizzera, Austra, Danimarca, Svezia, Germania. E infatti stanno un pò meglio di noi.
Caro Pseudo, se avessi avuto sottomano la documentazione te l’avrei già postata nel commento precedente
Purtroppo non so in quale meandro del mio pc si sia nascosta e sinceramente non ho il tempo di cercarla (magari qualcun altro lo farà): per ora posso offrirti questo link a un file audio in cui il prof. Montanari risponde alla difesa di Veronesi agli inceneritori: http://www.ecoradio.it/images/podcast/20080121_news.mp3
Ti posto anche quest’altro link ai partner commerciali della fondazione Veronesi: http://www.fondazioneveronesi.it/partners.html (come vedi, non c’è trucco e non c’è inganno! E’ il sito ufficiale della fondazione), tra cui mi pregerei di segnalarti Veolia e Acea (due ditte che costruiscono inceneritori).
Come vedi, un filino di conflitto di interessi sembrerebbe emergere…
Valeria Rossi
Fantastico … il nostro sostenitore degli inceneritori è così sicuro di quello che dice e della correttezza delle sue argomentazioni che non ha neppure il coraggio di firmarsi con il suo nome (continua a firmarsi con un anonimo Pseudotale!) e non ha neppure risposto alla domanda: che lavoro fai?!
Non sarebbe male sapere da dove provenga tanta scienza!
Mi piacerebbe anche conoscere il comune in cui abita: giusto per capire se fa il furbo sulla pelle degli altri o se è semplicemente un entusiasta!
Per quanto riguarda i commenti sull’uso politico delle informazioni gli faccio presente che una lista civica è una lista di CITTADINI che si sono fatti carico di un impegno civile … non c’entra la politica dei partiti e quant’altro!
Noi CITTADINI siamo molto preoccupati per la nostra salute e per la salute dei nostri figli, e gli esercizi di sproloquio filosofico sulla differenza fra logica e scienza non danno nessuna risposta e non servono a capire!
Secondo me il solo sospetto che un inceneritore possa danneggiare la salute delle persone che ci vivono intorno dovrebbe essere causa sufficiente per fermarsi a riflettere prima di costruire.
Ricordiamoci che con l’incenerimento dei rifiuti non si risolve il problema perchè, oltre ai veleni dai camini, escono le ceneri tossiche dai forni e quelle sono peggio dei rifiuti che abbiamo bruciato … bella soluzione!!!
Montanari osserva a Veronesi il fatto di non occuparsi di polveri nè di inceneritori, di non aver presenziato articoli propri nel campo e sostiene che per parlare occorre essere tecnici in quel campo. Nulla da eccepire, fatto salvo che le stesse cose possono riferirsi a Montanari, la cui produzione scientifica su correlazione tra emissioni inceneritori (non polveri) e loro effetti, ovvero la base su cui ha costruito la propria figura di ricercatore prima, scrittore e politico poi, è a quanto mi risulta inesistente. Attenzione! Faccio riferimento ad articoli scientifici sottoposti a peer-review, ovvero l’”unica carta che canta” in questo ambito. Del resto i due progetti di ricerca finanziati dalla CE, Nanopathology e Dipna, non avevano ad oggetto gli inceneritori e infatti se guardi gli articoli da essi derivati di questi impianti non si parla. Laddove Montanari parla di danni da emissioni di inceneritori si limita a riferire – esattamente come Veronesi – studi condotti da altri: non trovo dunque recepibili le critiche, abbastanza taglienti, riferite al “Professor Zero”.
Venendo all’osservazione dei finanziamenti della Fondazione Veronesi, siamo nell’ambito delle pure congetture. La Veolia è una multinazionale francese le cui attività spaziano dal nucleare all’arredo urbano, con investimenti importanti in Francia, e in Europa (Gran Bretagna, Italia, etc.). Il fatto che questo tipo di aziende sostengano progetti di ricerca non è assolutamente fuori dal comune. Veolia paga Veronesi per andare da Fazio a dire che il rischio è zero? In assenza di prove concrete, un approccio obiettivo è sostenere un umile “non lo so”. Inoltre, Veronesi giustifica le proprie affermazioni citando studi non svolti dalla propria Fondazione: anche gli inglesi autori di quegli studi sono sulla busta paga di Veolia?
Ripeto: avevi invitato a non perdersi in chiacchere, e sono d’accordo, ma se ci basiamo su un intervista radio e su personali supposizioni, congetture, dubbi e processi su chi finanzia chi, allora ci perdiamo davvero in un mare di chiacchere…
Se esiste una documentazione che smonti punto per punto gli studi citati da Veronesi ben venga, sarebbe anche interessante sapere se ha dato origine ad uno scambio tra autori e di ambo le parti sulla falsariga di quanto già avvenuto con i rapporti BSEM.
Erika,
Guarda che “politico” non è mica una parolaccia…
Non ci si cava nulla. ognuno resta sulle proprie posizioni.t’invidio caro pseudotale, non per il nome, ma per la tua cultura e la tua sicurezza. Beato te che non hai un dubbio che ti scalfisce, beato te che non hai nulla da perdere e puoi permetterti di “rischiare” di vivere vicino ad un inceneritore senza battere ciglio. Tra una ventina di anni sapremo se avevi ragione tu o noi: Purtroppo (si fa per dire) attualmente io ho due buoni motivi per dubitare, per stare in campana, per documentarmi. i miei motivi si chiamano Stefania e Francesco. Tutto quello che tu dici è sicuramente vero e calato da scienza divina,ma permettimi (senza offesa) di fregarmene altamente, se esiste solo un piccolo sospetto che questa cosa faccia male io combatterò per eliminarla, perchè penso che esistano altri modi più salubri per togliere la spazzaturadalle strade.Non mi dire che ci sono i gas di scarico delle macchine ecc ecc( a quelo per ora non c’è rimedio)il fatto di avere in casa un veleno, non giustifica aggiungerne un altro.
ciao e stammi bene
Caro pseudototale,
tu dici “Sul discorso di Porta a Porta e in generale dell’informazione…Non può essere che, semplicemente, queste tematiche non siano così rilevanti in rapporto a tante altre (penso a quisquiglie tipo politica fiscale, laicità dello Stato, politica estera)?”
Ti ricordo che ci hanno “fratturato le palle” (scusa l’eufemismo) con il delitto di Cogne per tre anni e più…per non parlare di come fare la spesa per risparmiare !
Come vedi, non sono proprio tutti argomenti di alto lignaggio.
Forse il “problema” non era esattamente il tempo a disposizione, ma un altro: la gente non deve sapere…come è solito fare il sig Vespa.
http://www.youtube.com/watch?v=j66xUPov77U&feature=related
E anche sull’esempio de incenirit. di BRESCIA non commenti:
se PRIMA era un modello di scienza e sicurezza…per POI diventare solo uno strumento di morte, non credi che i FATTI dimostrino che il principio di precauzionalità, sancito dalla comunità europea, sia ALMENO IN QUESTO caso da seguire, visti i PRECEDENTI, OGGETTIVAMENTE inconfutabili ?
Ergo, abbiamo creduto a quello che dicevano, abbiamo scoperto, oggettivamente, che mentivano e…gli diamo ancora credito ?
Tu ti fideresti di chi ti avesse venduto un auto, dicendoti quanto era affidabile e poi rivelatasi, invece,un bidone ?
Se lo stesso si ripresentasse con un altro “buon affare”, gli compreresti l’auto o penseresti “stavolta non mi frega!”
Questo è il buon senso della gente comune…ammesso che tu faccia parte di questa categoria.
Dalle tue argomentazioni, inizio ad avere dei dubbi.
Premetto che io non sono illuminato da scienza divina nè ho certezze incrollabili: additare chi si pensa avversario con questi argomenti per allungare il pappone delle proprie risposte e mistificarne la posizione è un vecchio trucco – disonesto – che conosco ormai a memoria.
Hai ragione Rio, la mia insipienza di informazione televisiva, non possedendo televisione, è tale da aver trascurato il caso Cogne, cui potremmo aggiungere Garlasco, Perugia e via discorrendo. Immagino che i media sappiano cosa la gente cerca e offrano di conseguenza, ma non voglio divagare.
Tu confondi la tecnologia e i risultati della ricerca (l’argomento con cui avevo iniziato la partecipazione a questo forum) con la politica dei rifiuti e gestione degli impianti.
C’è prova oggettiva che misure siano state falsate, contravvenzioni alle leggi siano state riscontrate tale da condannare l’esercente? Questo da una parte dovrebbe rassicurare che i controlli esistono, e smentirebbe il punto 3) del comunicato di Gente Comune.
Si sospetta da contaminazione da diossina causa inceneritore? Si temono contravvenzioni alla legge sulle emissioni? Si indaghi e se si hanno prove si agisca di conseguenza.
In quella sua famigerata puntata dedicata all’incenerimento, Piero Angelo espresse una posizione molto giusta e PER NIENTE ASSOLUTORIA l’incenerimento “all’italiana”: in altri paesi questi impianti sono realizzabili perchè c’è la capacità di sapere fare bene le cose. Ed io sono d’accordo, anche se molti vi hanno letto l’opposto del suo significato reale.
Possiamo anche dire che un inceneritore nella vostra zona mi lascia perplesso, ma questa è una opinione personale che vale per quel che vale.
Ciao Pseudo (ormai siamo in confidenza – eh eh),
mi fai un po’ paura quando minimizzi il grave problema dell’Info (”Immagino che i media SAPPIANO cosa la gente cerca e offrano di conseguenza”): io non voglio che altri decidano per me cosa vale la pena di dire e cosa no…Vorrei mi dessero info e, poi, spetta a me “pensare” e farmi una mia opinione.
Mi è rimasto impresso il silenzio totale del TG1 (servizio pubblico) sul V-Day2…mentre nello stesso Tg è stato trovato lo spazio per parlare del caso di un orangotango…Petronilla, mi pare si chiamasse: questa, in tutto il mondo, si chiama CENSURA.
Ma anch’io non voglio divagare.
Visto che sul tema scientifico non siamo affatto d’accordo (tu hai TANTA fiducia nei controlli, io no: e il punto 3), da te più volte citato, non ha alcuna contraddizione. A volte le cose funzionano, a volte no: e io resto sempre per il principio della precauzionalità, perchè compito del politico non è solo risolvere i problemi di ORA con le tecnologie di ORA, ma lasciare un mondo migliore a chi verrà, con responsabilità.), mi sposto su quello normativo.
Siamo uno Stato di Dirito, giusto?
Ebbene:
1) siamo gli unici che per costruire inceneritori usiamo il famigerato Cip6, equiparando essi non al mero SMALTIMENTO di rifiuti, ma alle enregie alternative.
Per questo è stata contestata un’infrazione all’Italia da parte dell’ U.E….ed è un FATTO: siamo fuorilegge.
2) nel giugno 2008, l’U.E. ha emesso una nuova direttiva che indica l’incen. come ULTIMo mezzo per affrontare il tema Rifiuti.
PRIMA viene l’eliminazione alla fonte (es imballaggi, ca. il 40% di tutti i rifiuti), POI il RIUTILIZZO (es detersivi alla spina e relativo contenitore), POI la DIFFERENZIATA, POI l’uso di discariche sicure e, INFINE, gli inceneritori…ripeto, INFINE.
Quindi, se non vogliamo continuare ad essere dei FUORILEGGE (come attualmente siamo), i ns sforzi devono essere rivolti PRIMA a fare le altre cose, tra cui rafforzare la differenziata.
Tu senti mai parlare i ns politici di eliminazione alla fonte dei rifiuti o di riutilizzo ? Io no.
Tu senti mai qualcuno ricordarci che stiamo pagando una multa (uguale TASSE) perchè non rispettiamo le quote di differenziata previste ? Io no.
Tu li senti parlare spesso di inceneritori? Io sì.
Che sia perchè gli inceneritori CONVENGONO di più che adottare tali misure, previste dall’U.E…cioè dalla LEGGE ?
A suffragio di ciò, come detto, in europa la tendenza è di non costruire più NUOVI inceneritori…e sicuramente se la DIFFERENZIATA funzionasse, l’inceneritore non avrebbe più nessuna giustificazione: che ci butto dentro?
Ma non CONVIENE ai soliti pochi…e fan…la LEGGE !
Semplice e lineare.
Si può essere d’accordo sulle opinioni, non sui dati. Alcuni sostengono che gli studi svolti provano al di là di ogni dubbio che l’incenerimento è significativamente nocivo, quale che sia la tecnica e la gestione degli impianti. Io ti faccio notare che la ricerca non è giunta a conclusioni definitive, e diversi altri studi giungono a conclusioni differenti. Aggiungo che occorre scrupolo nel riportare le conclusioni degli studi. Per la causa ambientale sarebbe più sano riportare con umiltà i dati disponibili in modo completo, obiettivo e senza generare allarmismo strumentale. Questo, in Italia, nella aggiore parte dei casi non avviene.
Tuttalpiù che il rigore non pregiudica il diritto di invocare il principio di precauzionalità. Non dimentichiamoci che trattasi di un principio ispiritore di politiche, in sè non vieta nulla e vi entrano
considerazioni di costo-efficacia.
Sui Cip in linea di principio sono d’accordo, nemmeno io assimilirei l’incenerimento alle biomasse (esempio di fonte rinnovabile, in alcuni casi osteggiata). Sospendo la mia opinione su eventuali multe e procedure di infrazione, in attesa di rintracciare fonti affidabili di informazione (su wikipedia c’è comunque qualcosa, ma non si tratta di 2 righe).
Sulla Direttiva, immagino tu intenda la 98/2008. In attesa del recepimento (come sai non è direttamente applicabile negli stati membri) per favore spiegami dove leggi in quel testo l’inversione di tendenza rispetto alla precedente direttiva quadro – datata solo 2006 – che prevedeva lo smaltimento (tipicamente trattasi di discarica controllata) come destinazione finale, e non il trattamento (insieme di tecniche che includono l’incenerimento) pre-smaltimento. All’articolo 4 comma 1 della direttiva il recupero energetico precede lo smaltimento. Del resto lo scopo dei trattamenti termici è ridurre il volume di materiale a discarica: 5 Chiaiano possono diventare – in volume – 1 Chiaiano e forse anche meno, quindi porre l’incenerimento a monte della discarica ha una sua logica. Inoltre nella direttiva stessa, formalmente, discarica e incenerimento sono entrambe incasellate (guarda gli allegati alla direttiva) quali operazioni di smaltimento, l’incenerimento più con valenza di pre-trattamento (accettabile se con un dato tasso di recupero energetico), la discarica come destinazione finale.
Ti chiedo pertanto di chiarirmi dove riscontri, nella direttiva, l’indicazione a posizionare l’incinerimento come qualcosa di residuale rispetto all’opzione discarica.
Chiedo scusa x il mio silenzio…ma eccomi qua per il ns sano confronto.
In tema di direttiva:
1)http://www.fpcgil.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9556
2) o l’opinione di un giurista http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2008/11/nuova-direttiva-europea-sui-rifiuti.html
“Le novità della direttiva sono molte e tutte adottate nell’ottica di ridurre al minimo le conseguenze negative della produzione e della gestione dei rifiuti….riconfermando la gerarchia dei rifiuti…
…Secondo la gerarchia una corretta gestione dei rifiuti passa in primo luogo attraverso politiche di prevenzione, in secondo dal recupero di materia sopraordinato a quello di energia e per ultimo dallo smaltimento. Tanto che il legislatore europeo include nella definizione di riciclaggio il ritrattamento di materiale organico, ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare come combustibile o in operazioni di riempimento. Cosa significa per gli Stati?«Gli Stati membri dovranno impegnarsi affinché i materiali riciclabili (es. carta) non finiscano né in discarica né a recupero energetico”.
Tale gerarchia la trovi all’art 4 delle direttiva http://assaica.org/upload/file/argomenti/5e185419835210f89e68c4b30d9ee5af_60_.pdf
La domanda è: non trovi per lo meno “sospetto” che si parli solo di inceneritori nei masmedia,a livello di autentico lavaggio del cervello, mentre ci si “dimentichi” di rilevare l’esistenza NORMATIVA delle altre PRIORITARIE fasi ?
L’articolo 4 l’avevo già visto, gli altri link confermano l’inesattezza della tua prima lettura alla direttiva, pertanto la discarica non è da preferire all’incenerimento, al contrario di quanto tu scrivesti.
Riguardo ai massmedia, mi occupo di fatti e non di dietrologia, pertanto non mi esprimo.
Ciao Pseudo…sei stato molto sintetico, fin troppo.
Scusa, ma…
1)”confermano l’inesattezza della tua prima lettura” ?
Ma dove? Non me lo dici.
Il concetto di “GERARCHIA dei rifiuti”, ripeto, GERARCHIA, mi pare chiaro.
Ti ho anche allegata un opinione esplicativa, ammesso che ci fosse il bisogno di spiegare il suddetto concetto di gerarchia:
“Secondo la GERARCHIA una corretta gestione dei rifiuti passa in PRIMO luogo attraverso politiche di PREVENZIONE, in SECONDO dal RECUPERO di materia SOPRAORDINATO a quello di energia e per ULTIMO _- ULTIMO, ripeto ULTIMO – dallo smaltimento”
Dove non è chiara ?
2) Napolitano: «La libertà d’informazione
cardine della costituzione europea»:
“Libertà di stampa:
L’Italia è al 40° posto, dopo Cile e Corea del Sud” http://www.disinformazione.it/libertadistampa.htm
QUESTI sono FATTI: se non li trovi preoccupanti, ma ci vedi solo “dietrologia”….
La gerarchia è chiarissima. E’ la libera interpretazione che ne hai dato tu qualche post più sopra (rileggiti), in cui pensavi di INFORMARE asserendo che la gerarchia PRIMA prevede la discarica e POI l’incenerimento che è sballata. Per tua comodità, copio e incollo il pezzo del tuo post che mi ero dato pena di correggere:
2) nel giugno 2008, l’U.E. ha emesso una nuova direttiva che indica l’incen. come ULTIMo mezzo per affrontare il tema Rifiuti.
PRIMA viene l’eliminazione alla fonte (es imballaggi, ca. il 40% di tutti i rifiuti), POI il RIUTILIZZO (es detersivi alla spina e relativo contenitore), POI la DIFFERENZIATA, POI l’uso di discariche sicure e, INFINE, gli inceneritori…ripeto, INFINE.
Ecco, la tua interpretazione, presentata con improvvida sicurezza, è errata.
La libertà di informazione non c’entra una fava con il discorso che ho cercato di allestire, che parlava di incenerimento e riscontri oggettivi, non da giornali ma da letteratura o report. Prepara le tue macedonie da un’altra parte, please.
Mi meravigli, caro Pseudo:
“La gerarchia è chiarissima” dici tu;
immediatamente dopo xò scopri che essa è “sballata”
(”…la gerarchia PRIMA prevede la discarica e POI l’incenerimento che è sballata):
Gerarchia significa che un qualcosa viene PRIMA di un qualcos’altro: è elementare. Cos’è che ti sfugge ?
Io farò “Macedonie” e alcuni errori da profano, ma almeno ARGOMENTO : tu, mi pare, preferisci sottolineare i miei errori (ok, ho forse sbagliato su rapporto discarica e incenerim. nella gerarchia prevista da art. 4 direttiva EU), ma, furbescamente, continui a GLISSARE con nonchalance su rapporto gerarchico Prevenzione-Differenziata vs Incenerimento.
PERCHE’, in base all’art 4 della direttiva europea giugno 2008, la prevenzione e la differenzaita non vengono PRIMA dell’incenerimento?
Perchè non me lo MOTIVI, magari giuridicamente: sarebbe cosa gradita….please.
Sballata era la spiegazione che avevi dato tu nel tuo post in cui sostenevi quello che la gerarchia non sostiene. Ovvero sostenevi che prima arriva la discarica e poi arriva l’incenerimento. Ti ho anche riportato il tuo post per essere più chiaro.
Nel mio post ho scritto (ma tua hai riportato solo quello che faceva comodo a te, è un caso tipico):
“E’ la libera interpretazione che ne hai dato tu qualche post più sopra (rileggiti), in cui pensavi di INFORMARE asserendo che la gerarchia PRIMA prevede la discarica e POI l’incenerimento che è sballata.”
Hai capito a cosa si riferisce “sballata”? Alla tua INTERPRETAZIONE che propani come INFORMAZIONE, non alla gerarchia!
Io mi sono limitato a correggerti, per il resto tu ti sei dedicato a montare il caso. Pertanto, se non capisci il tuo errore, posso solo suggerirti di leggere con più attenzione.
Sul merito della gerarchia non ho del resto nulla da eccepire.
perfetto e chiedo venia.
Una cortesia, però: come io presumo tu sia in buona fede, fai altrettanto con me.
Dici che “Sul merito della gerarchia non ho del resto nulla da eccepire” e ne sono contento.
Quindi, ripeto un mio precedente passaggio: non ti risulta strano che su incenerimento e discariche i ns politici sprechino tante energie (addirittura si inventanno il termine Termovalorizzatore, inesistente altrove),mentre sui rimedi specifici ai rifiuti posti ai primi punti della GERARCHIA citata,siano leggermente più “pigri” anche e soprattutto a livello di denaro pubblico – leggi Cip6 della bolletta – utilizzato ?
Ma proprio non ti puzza neppure un po’ ?
Ma se preferisci, possiamo semplicemente dire che OGGETTIVAMENTE, gerarchia alla mano, siamo dei “FUORILEGGE”, lontanni dall’Europa mille anni luce.
Non è corretto affermare che siamo fuorilegge perchè la Direttiva in quanto tale non prescrive ma indirizza. Fosse un Regolamento le cose starebbero in altri termini. Questo non significa che la Direttiva non debba essere recepita, ma in tal caso ti invito a riflettere che la gerarchia non vieta assolutamente di ricorrere ai trattamenti di incenerimento. Se le politiche nazionali riusciranno a raggiungere gli obiettivi fissati pur ricorrendo ad uso intensivo di incenerimento non si potrà affermare nulla sulla illegalità o meno dell’attuazione italiana alla direttiva.
Nè siamo lontani dall’Europa anni luce. Se vuoi un profilo sull’efficacia delle politiche dei rifiuti nel nostro Paese puoi consultare il rapporto dell’European Environment Agency (che è una agenzia comunitaria): http://www.eea.europa.eu/publications/diverting-waste-from-landfill-effectiveness-of-waste-management-policies-in-the-european-union
Rispetto alla legislazione europea possono essere concesse deroghe, ma l’incenerimento è comunque applicato in diversi paesi con coscienza ecologica superiore alla nostra come Germania, Svezia, Francia. Altri paesi come l’Inghilterra applicano il trattamento a rifiuti industriali. Per un quadro + esaustivo, un altro report, sempre dell’EEA: http://www.eea.europa.eu/publications/brochure_2007_4
Riguardo al termine “Termovalorizzatore”, questo è un mantra trascinato da anni. Se proprio non vogliamo usarlo, non mi costa nulla parlare di inceneritore come ho sempre fatto in questa discussione. Però anche “inceneritore” è errato perchè la legislazione europea parla di “inceneritore con recupero energetico” come condizione sine qua non gli impianti non possono essere accettati (fatto salvo quanto espresso dalla direttiva stessa).
Il discorso è assai più complesso di chi vive di polemica ha convenienza a presentarci.