Camilo Guevara a Savona: eccezionali incontri alla libreria Ubik
Cultura | Il ponente | marzo 25, 2009 alle 10:03 -
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Venerdì 27 marzo DOPPIO APPUNTAMENTO
Ore 18: Incontro con il figlio di Ernesto Che Guevara, CAMILO GUEVARA, sul tema “Cuba: 50 anni di sana e robusta rivoluzione”
Introduce l’incontro CLAUDIO GIANETTO, Segretario Provinciale del PdCI.
Prima dell’incontro, visione di filmati di Ernesto Che Guevara (si ringrazia per la gentile collaborazione il circolo Italia-Cuba “Granma”di Varazze)
“Bisogna pagare qualunque prezzo per il diritto di mantenere alta la nostra bandiera” (Ernesto “Che” Guevara)
Eccezionale evento alla libreria UBIK di Savona: Camilo Guevara March incontra i cittadini di Savona. Camilo, 47 anni, porta con sé un cognome famosissimo: Guevara. E’ il figlio quartogenito di Ernesto Guevara de la Serna – conosciuto in tutto il mondo con il soprannome di “Che”, il medico argentino rivoluzionario diventato un mito per molte generazioni.
“Ho pochi ricordi di mio padre. Avevo solo 5 anni quando è morto –ci riferisce Camilo–Lavorava e studiava sempre, era molto assente. Era giovane e aveva su di sè una responsabilità tremenda. Mia madre mi ha sempre parlato di un uomo buono e onesto. Amava stringere a sé i bambini: forse era un rimpianto per non poter passare abbastanza tempo con la sua famiglia”.
Camilo è nato e vive a Cuba, un Paese che attraversa oggi una transizione delicatissima. Nel 2008, a quasi cinquant’anni dalla presa del potere, il Lìder Màximo Fidel Castro ha ceduto il controllo al fratello Raùl. “Ma non è cambiato nulla, continuiamo ad essere un piccolo Paese rivoluzionario isolato dal resto del mondo –dice Guevara- Abbiamo subìto attacchi batteriologici, tentativi di golpe, minacce nucleari e mistificazioni mediatiche. Tutti si concentrano sempre sugli aspetti negativi e mai su quelli positivi. Non dico che siamo perfetti, ma si dimentica che siamo un Paese in trincea da 50 anni. E quando hai tutti contro, può succedere che cominci a vedere nemici anche dove non ci sono”.
Sul nuovo corso americano di Obama, così si pronuncia: “vorrei tanto credere in Obama, ma non credo che cambierà molto. Purtroppo anche lui dovrà sottostare al potere delle lobbies, che hanno finanziato la campagna elettorale più ricca della storia. Vedremo. L’apertura reciproca tra i due paesi non è più un tabù. Se avverrà in maniera equa, sarà un vantaggio culturale ed economico per tutti. Questa crisi mondiale potrebbe essere un’occasione per ‘ripensare il sistema’. Mi sembra molto interessante ciò che sta avvenendo in Stati come il Venezuela o la Bolivia”.
In questo eccezionale incontro in libreria vi sarà quindi l’occasione di conoscere non il mito Che Guevara, ma l’uomo Ernesto Guevara, la sua `meravigliosa e stupefacente avventura personale e spirituale`, al di là di qualsiasi mitizzazione o stereotipo. “I miti sono importanti per la nostra cultura -ha affermato Camilo- personaggi come Gesù o il Che sono simboli: ma non facciamo l`errore di svincolarli dalla loro storicità. Vivete il vostro tempo, e non dimenticate mai di impegnarvi per le giuste cause”. E aggiunge: “io non amo la commercializzazione dell`immagine di mio padre. Magliette, poster, bandiere… credo siano una forma di ostentazione. Non è importante se indossi l`immagine del Che. Ciò che conta è che tu lo tenga nel cuore…”.
-CAMILO GUEVARA, nato a Cuba nel 1962, è il più piccolo dei 4 figli del comandante Ernesto Che Guevara. Schivo, non ama l’ esibizione e non vive nel culto del famoso genitore, anche se ne apprezza idee e personalità. Attualmente è il Curatore e Direttore del “Centro de Estudios CECG – FONDAZIONE ERNESTO GUEVARA all’Havana.
venerdì 27 marzo APERTURA SERALE Ore 20: Incontro con SALVATORE PALIDDA
(Docente di Sociologia della devianza all’Università di Genova)
sul tema “La sinistra e i diritti”
Secondo un luogo comune del dibattito politico, il mercato è una sfera della vita sociale in cui gli individui sono liberi, e dunque togliere vincoli al mercato significa accrescere la libertà individuale. Purtroppo questo luogo comune è privo di fondamento: dato che per compiere un’azione è sempre necessario far uso di qualche bene, ogni libertà di compiere azioni è una libertà di far uso di beni. Dunque, un mercato privo di vincoli e limiti, in cui tutti i beni fossero di proprietà privata e venissero scambiati tra privati, sarebbe un mercato di tutte le possibili libertà. Il solo modo per assicurare a tutti determinate libertà è il diritto di assicurare a tutti determinati beni.
Oltre ai diritti di libertà individuali e ai diritti sociali oggi si parla anche di diritti di “terza generazione” che rimandano a quattro direttrici fondamentali: il diritto alla pace, il diritto alla salvaguardia dell’ambiente, il diritto alle necessarie condizioni di sviluppo, il diritto al patrimonio comune dell’umanità. Di recente, viene fatto riferimento alla “quarta generazione dei diritti”, che trae origine dai problemi posti dalla nuova dimensione tecnologica della comunicazione e dell’informazione. Compito della sinistra e’ quello di saperli difendere e declinare universalmente .
Sabato 28 marzo Ore 17,30: Libertà di caccia a 16 anni?
Obiezioni al disegno di legge del senatore Franco Orsi.
Incontro con CARLO VASCONI Consigliere Regionale dei Verdi, GUGLIELMO JANSEN Coordinatore regionale guardie giurate WWF, ANTONELLA DE PAOLA responsabile Diritti Animali per i Verdi Savona e responsabile del reparto di pronto soccorso fauna selvatica ENPA.
La proposta di legge in discussione in questi giorni presso la Commissione Ambiente del Senato ha colpito l’opinione pubblica soprattutto per l’articolo che autorizza l’uso del fucile ai ragazzi di sedici anni. Si tratta di un articolo che colpisce con la sua assurdità non solo gli addetti ai lavori ma stupisce anche il comune cittadino e non passa inosservato. Ogni singolo elemento di questa proposta, tuttavia, è un tassello di un ampio disegno volto a liberalizzare totalmente l’attività venatoria e, con questo, ad autorizzare il massacro sistematico della fauna selvatica.
Il recente disegno di legge sulla caccia del senatore-cacciatore Orsi – una “lista di orrori”, come è stata definita da alcuni, una legge “spara-tutto” per altri – dimostra ancora una volta come il fanatismo venatorio non solo non conosca limiti ma anche come esso riesca a convincere i politici – tanto più se in campagna elettorale – a dimenticare totalmente che la maggioranza dei cittadini che li ha votati è dichiaratamente contraria alla caccia.
Con questa iniziativa, i Verdi, unico partito che nel loro statuto si dichiarano contrari alla caccia, desiderano sostenere il giusto sdegno dell’opinione pubblica e la compatta mobilitazione di tutte le associazioni animaliste ed ambientaliste.
























