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“La donna torni al centro delle politiche sociali” – incontro al San Carlo

Comunicati Stampa, Provincia | Il ponente | marzo 21, 2009 alle 15:40 - Stampa articolo Stampa articolo

da FEDERVITA LIGURIA – Grande partecipazione di pubblico al 5° incontro del Laboratorio di Analisi sociopolitica, promosso dal Cav-ingauno. All’ Auditorium San Carlo una serata ricca di contenuti, ma soprattutto di testimonianze “sul campo”, che hanno dato splendore e profumo alle tematiche già di per sé attuali e stimolanti.
Più di 25 donne hanno contribuito al dibattito sulle politiche sociali, rifiutando ogni sorta di ideologia di piazza. L’On.le Daniela Santanchè propone un’alleanza tra donne, per vincere nella vita, nell’amore, nel lavoro, nella famiglia. E’ vergognoso che, con le solite “ricette demodé dei pochi padroni del mondo”, le Istituzioni locali dimentichino di sostenere e tutelare il ruolo della donna che lavora ed è madre. Asili nido condominiali, se il Comune di Albenga non ripristina a pieno ritmo l’Asilo nido comunale “Roberto Di Ferro”.

(Albenga 21 marzo 2009): “La semplicità schietta, profonda e documentata dei relatori, la loro personale conoscenza sul campo e l’impegno quotidiano nelle politiche sociali del mondo femminile hanno calamitato l’attenzione di tantissima gente ieri al quinto incontro del Laboratorio di Analisi sociopolitica promosso dal CAV-ingauno. Al contrario del solito politichese all’insegna delle “poche idee ma ben confuse”, abbiamo voluto cominciare dai disagi delle donne, per riportare la donna al centro e per attuare concretamente le Pari Opportunità nello sviluppo delle carriere e nell’accesso al mondo del lavoro, favorendo la promozione e la valorizzazione delle donne, la riduzione delle discriminazioni di genere e, più un generale, la diffusione della cultura di autentica parità. Un dibattito interessante, fatto di suggerimenti e di proposte concrete, come l’istituzione, su consiglio di Daniela Santanchè, di asili nido condominiali per sopperire ai pochi posti all’asilo nido comunale “Roberto Di Ferro” di Albenga”. Con queste parole Eraldo Ciangherotti commenta il V° incontro mensile del Laboratorio di Analisi sociopolitica promosso dalla FEDERVITA Liguria,nell’ambito dell’iniziativa “sette incontri tra politica e vita”.
All’Auditorium San Carlo, oltre ai vertici nazionali del Movimento per l’Italia guidati dal Dottor Francesco Salmoiraghi, era presente anche il coordinatore regionale, l’Avv. Luigi Ioannone. In sala anche il Consigliere del Comune di Albenga, Concetta Vespo, responsabile delle Pari Opportunità. Durante la serata del V° incontro del laboratorio di analisi sociopolitica clima di grande attenzione per la testimonianza di Elena STRADA, Consigliere del Direttivo dell’UILDM, sez. Albenga, che ha raccontato la sua esperienza, da disabile in carrozzella, prima nel ruolo di ortottista presso il Consultorio ASL savonese e poi di volontaria nell’Associazione. Interessante e ricco di spunti anche l’intervento di Antonietta SEMERIA LANNA, Direttrice del CE.S.PIM, che ha illustrato come in 40 anni il ruolo del mondo del volontariato sia profondamente cambiato e costituisca oggi giorno una ricchezza indispensabile che ha sopperito alle mancanze istituzionali, puntando sempre alla formazione e all’informazione.
Quindi all’On.le Daniela Santanchè è stato proposto un intervento-dibattito sulle problematiche che oltre 25 donne di Albenga, molte presenti in sala, hanno suggerito “via facebook” sulla pagina dedicata all’iniziativa della serata. Dalle donne intervenute è stato chiesto maggiore impegno alle Istituzioni locali, affinché la donna sia rispettata e tutelata davvero; maggiore prevenzione nella salute della donna e maggiore informazione medica circa i rischi di salute della donna; maggiore sicurezza di fronte ai reati di stupro e violenza nei confronti delle donne; maggiore tutela soprattutto durante la maternità, con adeguate strutture, vedi gli asili nido; sussidi per le donne che decidono di non lavorare per dedicarsi interamente alla famiglia, al figlio eventualmente disabile o all’anziano infermo; “PROTEZIONE DALL’ABORTO” con l’impegno da parte delle Istituzioni a farsi carico di tutelare la maternità insieme alla madre; la costituzione di gruppi di auto-aiuto, soprattutto di fronte alla maternità, per poter sopperire alle personali difficoltà economiche e alle poche risorse investite dallo Stato nel servizio alla maternità; maggiore formazione nella promozione dell’imprenditoria femminile mediante nuove tecnologie; maggiore sostegno alle categorie femminili DEBOLI per l’inserimento nel mondo del lavoro; maggiore formazione nel confronto con le istituzioni bancarie, per reagire alla faticosa interazione con il mondo Bancario; agevolazioni per le donne pendolari sul lavoro,  con l’istituzione degli asili nido aziendali; sussidi per le donne che decidono di rinunciare al lavoro per occuparsi della famiglia; formazione nelle fasce adolescenziali e giovanili per prevenire la dipendenza dal consumo di alcool e droga; infine più politiche giovanili e investimenti nello sport, più progetti per mettere i giovani “in rete” nei circuiti del sapere.
“Care donne, – ha spiegato il Segretario del Movimento per l’Italia, On.le Daniela Santanchè rivolgendosi al pubblico presente in sala- noi siamo maggioranza assoluta essendo il 54% della popolazione nazionale. Facciamo un patto sulle vostre richieste, si vince se si sta insieme, noi possiamo vincere arrivando a traguardi impensabili se stiamo assieme perché non si vince mai da soli nella vita, nell’amore, nel lavoro, nella famiglia e tanto meno in queste sfide culturali così alte. Bisogna sostenere da un punto di vista politico e istituzionale il volontariato che ha veramente recuperato tutto ciò che lo Stato non ha fatto; le Associazioni di volontariato, chi più chi meno, nella nostra Nazione hanno veramente svolto un lavoro grandioso perché chissà quante sofferenze in più ci sarebbero se non ci fossero le associazioni di volontariato che si occupano degli ultimi, dei deboli, dei bambini.
“Io credo – ha continuato Daniela Santanchè – che la cultura nei confronti delle donne dal 1968 ad oggi sia solo peggiorata nel nostro paese, per i danni alla donna e alla famiglia, procurati dal ’68 con le rivendicazioni di tante donne scese nelle piazze italiane. Nessun cambiamento culturale dunque, se non in negativo. È  peggiorata infatti la sicurezza per le donne, a riprova del fatto che in Italia ad oggi abbiamo il massimo degli stupri commessi e già solo nel 2008 sono state ammazzate 180 donne per violenze sessuali. È peggiorata pure la cultura dell’amore, questo cosa vuol dire che la parità forse dovrebbe iniziare dalla culla, che dovremmo noi mamme essere capaci di educare i figli a quella parità tanto auspicata. Manca poi una cultura della dignità della donna e di parità di genere, non per colpa degli uomini ma per colpa delle donne, per la “sindrome diffusissima dell’ape regina”, perché le peggiori nemiche delle donne sono proprio le donne. A Milano infatti c’è un Sindaco, Letizia Moratti, donna che ha 16 Assessori in Giunta, di cui una sola donna; non conosco donne Ministro attuali che abbiano donne come loro capi di gabinetto o capi dei loro dipartimenti. Allora come donna, impegnata in politica, io non credo e non accetto la contrapposizione tra uomo e donna, che dagli anni ’68 in poi ha portato alla dissoluzione della famiglia”.
“Noi donne – ha concluso Daniela Santanchè – abbiamo un valore aggiunto che è quello della nostra differenza: per una donna avere dei figli non deve essere un ostacolo, ma una grande risorsa; accoppiare la parola aborto alla conquista, come molte mie colleghe politiche spesso fanno in tv, indica veramente che come donne dobbiamo fare ancora tanta strada. Lo dico da donna: l’aborto non potrà mai essere una conquista ma la più grande sconfitta della vita di una donna. Perché se non si riesce a dare alla luce quel figlio che si ha nel grembo, ma di che conquista vogliamo parlare?”.

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2 Commenti

  1. alfredo scrive:

    Cosa c’entra lo stupro col 68? E la Moratti non è dello stesso partito della Santanchè? E lei si sente un buon esempio per le donne, coi suoi tacchi a spillo? quante capriole verbali e zero sostanza!

  2. Redazione scrive:

    Il “danno procurato dal ‘68″ alle donne sarebbe stato, presumo, il diritto all’aborto. Come sempre queste grandi paladine della vita pensano che le donne (le “altre donne”, quelle figlie del 68 e come tali di serie B) abortiscano perché non sanno come passare diversamente il tempo. Certamente una donna parlamentare, che prende 25.000 euro al mese e può permettersi schiere di colf, baby sitter e altre varie “serve” (perché dentro di loro, se non pubblicamente, le definiscono così, a maggiore dimostrazione del loro rispetto per le donne), se abortisce può anche essere una stronza che lo fa solo per tutelare la sua carriera. Ma non metterei sullo stesso piano la povera crista che di euro al mese ne guadagna zero, perché campa con il solo stipendio del marito (ammesso che ne abbia uno) e magari di figli ne ha già tre o quattro.
    Questa è un’emerita stronza se il figlio se lo TIENE, visto che poi quel figlio, per sopravvivere, probabilmente andrà ad ingrossare le fila dei delinquenti e spacciatori che proprio la destra combatte e condanna con tanta veemenza.
    Ma blaterare senza guardare in faccia la realtà è facile: specie quando ci si è sposate a vent’anni con un uomo più vecchio di quindici (e poi regolarmente mollato, perché ’sti grandi paladini della famiglia son tutti divorziati, chissà perché), ma ricco quel tanto che basta per entrare nel giro che conta.
    Appropo’…ricordo un’intervista in cui la signora dichiarava: “Mi accusano di aver sposato un cognome, ma figuriamoci. Questo cognome sono io che l´ho reso pubblico, mentre prima equivaleva a un Rossi qualunque”.
    Quanto snobismo, madama! Che una snob “accasata bene”, col naso rifatto e i tacchi a spillo vada in giro a parlare di diritti delle donne mi fa quantomeno sorridere.
    Lei è l’esempio vivente di tutti i dis-valori che una donna “vera” dovrebbe combattere.

    Valeria Rossi (qualunque)

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