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	<title>Commenti a: Gianni Oliva lunedì ad Albenga per parlare dei civili morti nelle stragi nazifasciste</title>
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	<description>La voce di Savona e provincia</description>
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		<title>Di: Albenga: Gianni Oliva al San Carlo per ricordare le vittime civili del nazifascismo &#171; effepì: in a Glocal way&#8230;</title>
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		<dc:creator>Albenga: Gianni Oliva al San Carlo per ricordare le vittime civili del nazifascismo &#171; effepì: in a Glocal way&#8230;</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2009 20:13:23 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Albenga: Gianni Oliva al San Carlo per ricordare le vittime civili del&#160;nazifascismo    Storia e memoria: nel 1943-45 le truppe di occupazione germaniche e le forze armate della Repubblica di Salò si rendono responsabili di crimini efferati, che portano all&#8217;eliminazione di oltre diecimila civili, alla deportazione di più di settemila ebrei, all&#8217;uccisione di migliaia di partigiani nei combattimenti, senza contare le centinaia di paesi incendiati e le razzie d&#8217;ogni genere. In quei venti mesi vennero massacrati dai tedeschi e dai &#8216;repubblichini&#8217; non solo partigiani e prigionieri di guerra, ma anche vecchi, donne, bambini con furia razzista e vendicativa&#8230; Così si legge, per sommi capi, nella quarta di copertina de &#8220;L&#8217;ombra nera. Le stragi nazifasciste che non ricordiamo più? (Milano, Mondadori, 2007), il libro in cui lo storico, giornalista e scrittore piemontese Gianni Oliva &#8220;ricostruisce la logica degli eccidi nazifascisti, analizza gli apparati repressivi dell&#8217;amministrazione militare tedesca e della Repubblica sociale, si sofferma sulle vicende meno note della&#8230; continua a leggere l&#8217;articolo sul Ponente&#8230; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Albenga: Gianni Oliva al San Carlo per ricordare le vittime civili del&nbsp;nazifascismo    Storia e memoria: nel 1943-45 le truppe di occupazione germaniche e le forze armate della Repubblica di Salò si rendono responsabili di crimini efferati, che portano all&#8217;eliminazione di oltre diecimila civili, alla deportazione di più di settemila ebrei, all&#8217;uccisione di migliaia di partigiani nei combattimenti, senza contare le centinaia di paesi incendiati e le razzie d&#8217;ogni genere. In quei venti mesi vennero massacrati dai tedeschi e dai &#8216;repubblichini&#8217; non solo partigiani e prigionieri di guerra, ma anche vecchi, donne, bambini con furia razzista e vendicativa&#8230; Così si legge, per sommi capi, nella quarta di copertina de &#8220;L&#8217;ombra nera. Le stragi nazifasciste che non ricordiamo più? (Milano, Mondadori, 2007), il libro in cui lo storico, giornalista e scrittore piemontese Gianni Oliva &#8220;ricostruisce la logica degli eccidi nazifascisti, analizza gli apparati repressivi dell&#8217;amministrazione militare tedesca e della Repubblica sociale, si sofferma sulle vicende meno note della&#8230; continua a leggere l&#8217;articolo sul Ponente&#8230; [...]</p>
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